La Gomorra di Barcellona

La Gomorra di Barcellona
L’ultima guerra tra clan camorristici che ha sconvolto il nostro Paese è stata quella che ha visto protagonisti i clan Amato-Pagano e Di Lauro. Tra il 2004 e il 2005 le strade di Napoli si riempirono di sangue,  lasciando a terra almeno 70 morti: ma forse non tutti sanno che un’altra città giocò un ruolo fondamentale in quelle esecuzioni. Quando infatti  nel 2002 il clan degli Amato-Pagano si vide obbligato ad andarsene da Napoli per evitare conflitti interni, è a Barcellona che i suoi membri decisero di stabilirsi. Amato conosceva molto bene la città e da qui venne pianificata la guerra tra i due clan, un vero e proprio conflitto dietro al quale si nascondono delitti economici di enorme portata...
Joan Queralt, giornalista catalano esperto in crimine organizzato, parte da questo episodio non così conosciuto in Catalogna, per ricostruire la storia nascosta di Barcellona,  una storia che la vede strettamente legata alla camorra napoletana. Seguendo le orme di Saviano, La Gomorra di Barcellona è un libro-inchiesta il cui obiettivo dichiarato è avvertire del pericolo delle ramificazioni della camorra in Catalogna e in tutta la Spagna. Anche se l’arrivo dei camorristi in Catalogna risale agli anni settanta, è stata la situazione economica della penisola iberica negli ultimi anni a rendere Barcellona e i dintorni un terreno favorevole per la camorra e altre mafie internazionali. Non ci sono infatti solo i mafiosi napoletani ma anche i calabresi, russi e colombiani: per ragioni geo-strategiche Barcellona è la sede della mafia internazionale. È un territorio chiave tra il sud della Spagna e il Nord Africa da cui arriva l’hashish per il mercato europeo ed è anche la porta d’entrata e di uscita di gran parte della cocaina che arriva dall’America Latina. La speculazione edilizia che ha vissuto la Spagna negli ultimi anni, inoltre, l’ha resa un Paese perfetto per il riciclaggio di denaro, la seconda attività principale dei clan mafiosi. A queste ragioni si aggiunge un regime penitenziario meno severo che in altri paesi e soprattutto un interesse da parte della giustizia non così forte come in Italia. In Spagna infatti la mancanza di controllo verso le associazioni mafiose è paradossale ed ingiustificata: sono ormai anni che le mafie sono presenti sul suolo spagnolo ma le indagini sono comunque lente;  il crimine organizzato non è mai stato una priorità per lo Stato, più preoccupato per il terrorismo interno ed esterno. È per questo che ora la mafia in Spagna è più forte che mai, e si è trasformata in un problema transnazionale.  Un libro-denuncia rigoroso e ben documentato, che svela un aspetto inquietante di una città che per molti italiani è solo una meta comoda per vacanze spensierate.

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