La grande scommessa

La grande scommessa
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Si poteva prevedere la crisi finanziaria del 2008? C’è chi dice di sì, c’è chi dice di no. Ma ciò che è più importante è che si è trattato del periodo più difficile che il mondo economico abbia dovuto affrontare dai tempi bui del 1929. Da un momento all’altro banche, investitori, operatori e cittadini comuni col pallino dell’arricchimento facile si sono resi conto di aver danzato per anni sul cristallo con il risultato che a un certo punto questo cristallo prezioso e sottile si è prima incrinato e infine rotto, lasciando cadere nel baratro milioni di individui e importantissimi colossi della finanza. Qualcuno però, vuoi per l’intuizione della vita, vuoi per una gran preparazione, vuoi per mero caso, aveva compreso queste falle del sistema, falle che oltretutto il sistema ha cercato persino di occultare dietro quei termini incomprensibili che troppo spesso accompagnano il mondo della finanza e che si sostituiscono facilmente con un sorriso e una stretta di mano vigorosa. Un trader a tempo perso, dottore in medicina, dall’occhio di vetro e con una certa allergia ai rapporti interpersonali; un trader saccente e arrogante ma tutto sommato genuino e non del tutto sprovvisto di etica e una coppia di ingegnosi laureati in economia bisognosi di capitali ma non certo di idee hanno deciso di giocare sin dal 2005 una folle partita contro il sistema che, dopo averli dissuasi, scherniti e depistati alla fine si è dovuto arrendere…

Ripubblicato e ri-titolato in concomitanza con l’uscita del pregevole film diretto da Adam McKay, La grande scommessa (già Il grande scoperto) è un libro fluido e completo che prova con uno stile a metà tra il romanzo e il saggio a rendere fruibili a tutti i concetti assai ostici della finanza e i meccanismi che hanno portato alla crisi dei mutui subprime del 2008. Per quanto Lewis, ex trader “pentito”, si sforzi di essere chiaro e divulgativo, è palese come certe dinamiche non possano essere totalmente chiare all’utente medio (altrimenti forse questa gigantesca crisi non si sarebbe mai verificata), ma nonostante questo l’opera non risulta affatto prolissa e, complice un utilissimo glossario a fondo libro, si riesce a leggere senza eccessive (ma comunque presenti) sofferenze concettuali. Al di là del lato squisitamente tecnico, il lettore si misura anche con una storia di coraggio e visionaria intuizione, portata avanti da individui talmente bizzarri da non poter non avere una riuscita resa cinematografica: dal medico genio della finanza che presenta tutti i sintomi dell’Asperger fino alla coppia di nerd in cerca di gloria e denaro, La grande scommessa è più una vicenda di coraggio che di avidità perché del resto, quando ci si siede al tavolo da gioco, seppur ambendo alla vincita, è il rischio che si corre ad essere in primo piano, e a dare al tutto vibranti scosse di adrenalina.



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