La Guerra Civile americana

Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Il clima negli Stati Uniti nell’imminenza delle elezioni presidenziali del 1860 è surriscaldato. Pochi mesi prima un fanatico antischiavista di nome John Brown ha cercato di scatenare un’insurrezione di schiavi in Virginia, causando diciassette morti, ed è stato frettolosamente impiccato per omicidio, istigazione alla rivolta e tradimento verso lo Stato. A Nord sono molti a piangerlo e a trasformarlo in un martire. A Sud sono in molti a vederlo come un terrorista e il profeta di sventura di futuri atti sovversivi. Il partito Repubblicano candida Abraham Lincoln, inesperto politico dell’Illinois che in partenza ha ben poche chance di vincere, se non fosse che il partito Democratico fa il letale errore di spaccarsi in due correnti, ognuna con un candidato Presidente: Stephen Douglas per la maggioranza e John C. Breckinridge per i democratici del Sud. A complicare il quadro e a frammentare ulteriormente il voto si aggiunge la candidatura di John Bell per il piccolo ma battagliero Constitutional Union Party. Così, pur non ricevendo alcun voto nel Sud – dove il suo nome nemmeno appariva sulle schede! – e pur raccogliendo solo una risicata maggioranza relativa a livello nazionale, Abraham Lincoln vince le elezioni. Questo risultato inatteso scatena una reazione a catena. Nel 1861 sette Stati del basso Sud (South Carolina, Georgia, Florida, Alabama, Mississippi, Louisiana e Texas) votano la secessione dagli Stati Uniti dichiarando che l’elezione di Lincoln costituisce una minaccia per il sistema della schiavitù, sul quale la fiorente economia del Sud è basata. Alla secessione segue il tentativo di dare vita a una nuova nazione, gli Stati Confederati d’America, con Presidente Jefferson Davis. Nei territori degli Stati membri della nuova nazione vengono sequestrate e occupate dal neonato esercito confederato le strutture proprietà del governo degli Stati Uniti: la maggior parte dei comandanti fa atto di sottomissione senza combattere, ma a Charleston Harbor il maggiore Robert Anderson rifiuta di cedere la sua guarnigione e si barrica in Fort Sumter. Lincoln non è ancora in carica, il Presidente uscente James Buchanan è un antisecessionista ma ritiene anche che la crisi possa essere risolta soltanto pacificamente, a costo di fare concessioni agli Stati schiavisti: l’opinione pubblica è con lui. Quando l’esercito confederato però decide di cannoneggiare Fort Sumter, gli umori dell’opinione pubblica cambiano repentinamente. Nel frattempo Lincoln entra in carica e decide di trasformare la piccola guarnigione davanti a Charleston in un simbolo della sovranità federale. Si va a passi veloci verso la guerra…

Reid Mitchell, esperto di storia militare ed ex docente all’University of Maryland, ha dedicato diversi saggi al tema della Guerra Civile Americana. Con circa 620.000 morti – quasi quanto il totale dei caduti di tutte le altre guerre combattute dagli Stati Uniti messe insieme – e oltre 275.000 mutilati, la cosiddetta Guerra di Secessione contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è stata un conflitto molto sanguinoso. Tra i sudisti, quasi 1 maschio bianco su 5 perse la vita, ma occorre specificare che i due terzi dei caduti morirono di malattia: la dissenteria al fronte uccise lo stesso numero di persone di sciabole e cannoni. Quanta parte degli eventi sociali, economici, politici e culturali avvenuti negli Stati Uniti dopo il 1865 sia da attribuire alla Guerra di secessione e al suo esito è oggetto ancora oggi di un dibattito storiografico molto intenso. In questo dibattito si inserisce a pieno titolo il libro di Mitchell, un compendio sintetico ma abbastanza esaustivo sui vari aspetti del conflitto. Lo storico non si limita a raccontare l’incalzare dei fatti, delle decisioni e delle operazioni militari: le analizza con acume e brevità, rimandando per eventuali approfondimenti a una nutritissima bibliografia. Il volume è quindi particolarmente adatto a chi voglia approcciarsi al tema della Guerra di Secessione sapendone poco o nulla: pochi testi riescono a rendere la complessità di un evento storico così drammatico in un numero di pagine così esiguo senza pagare un prezzo in autorevolezza e precisione. Per chi conoscesse già i fatti storici e volesse andare più in profondità in questo o quell’ambito, consigliamo altri testi: questa sarebbe una lettura piacevole, ma nulla di più.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER