La guerra dei nostri nonni

La guerra dei nostri nonni

I protagonisti della “Grande Guerra” non sono i generali, gli imperatori, i re,i grandi politici e i condottieri. Sono i fanti, perlopiù appartenenti alla classe contadina, i nostri nonni insomma. Gente che è passata dalla massima infamia, dopo la terribile disfatta di Caporetto, alla massima gloria, dopo l’incredibile riscatto del Piave e di Vittorio Veneto. Una guerra che per l’Italia ha rappresentato la conclusione dell’epoca risorgimentale, la fine del processo di unificazione nazionale. Combattuta sopportando sacrifici umani ingenti, la “Grande Guerra” ha visto l’Italia in campo come nazione. Per la prima volta nella breve storia del regno, abitanti del nord, del centro e del sud (isole comprese) affrontavano le stesse privazioni fianco a fianco. Una guerra che ha perfino dato inizio al processo di emancipazione femminile. Chiamate a sostenere lo sforzo bellico come operaie, crocerossine, tramviere, perfino spie e soldati in incognito, anche le donne dettero il loro contributo. Una guerra, insomma, fatta di storie personali che si intrecciano o si intersecano nel tessuto della Storia. Le testimonianze qui raccolte parlano di un grande movimento di popolo, del risveglio di una nazione che, forse, oggi fatica a ricordare il proprio passato...

Questo reportage sulla Prima guerra mondiale ‒ oggi riproposto in una nuova edizione illustrata ‒ si innesta nella serie di libri prodotti da Cazzullo per difendere la storia e le tradizioni del nostro Paese. È stato pubblicato originariamente nel 2014, dopo il grande successo editoriale di libri come Viva l’Italia! (2010) e Basta piangere (2013) che superarono già le centomila copie vendute. Si tratta probabilmente, del suo saggio storico più conosciuto con oltre duecentomila copie vendute e la vincita del premio “Biagio Agnes”. In effetti, si lascia leggere tutto d’un fiato, massimizzando l’attenzione del lettore come certi documentari curati dalla RAI. Cazzullo mette in campo le testimonianze dirette dei nonni, i veri protagonisti dei sanguinosi eventi della Grande Guerra. Lontano dai toni asettici e accademici dei libri di storia, il libro è un insieme di storie vere. Persone comuni, uomini e donne, sommersi quasi controvoglia da avvenimenti innescati da re, imperatori o politici d’alto livello. La storia, dunque, è fatta dalle nostre storie o, in questo caso, da quelle vissute dai nostri nonni (o dai loro padri). Nella fattispecie, Cazzullo sottolinea come siano stati loro a fare la storia d’Italia. Quindi, per estensione, siamo noi ad essere chiamati a fare la storia di questo nostro paese prendendo a esempio i nostri nonni. Gli eventi narrati dalle mille voci dei testimoni, dovrebbero farci toccare con mano quanto sia grande la responsabilità di essere italiani. Un richiamo netto alla responsabilità nazionale: essere italiani è un orgoglio e non una sfortuna, un orgoglio che richiama precisi doveri. Lo confesso, una tesi affascinante e soprattutto edificante, ma non priva di retorica. I toni vagamente roboanti, purtroppo, affiorano qui e là, rendono la lettura a tratti non proprio piacevole. Sarebbe bastato, forse, tacere e lasciar parlare solo i nonni. 



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