La Guerra di Secessione

Luglio 1861. L’illusoria convinzione che lo scontro armato tra Unione e Confederati, tra Nordisti e Sudisti, sarà concluso “prima del cadere delle foglie d’autunno” ha come conseguenza una terribile approssimazione nelle strategie militari da ambo le parti, ma soprattutto da parte nordista. L’Armata della Virginia del Nord Est, comandata dal generale Irvin McDowell (5 divisioni per un totale di circa 35.000 uomini) è stanziata sul lato destro del Potomac, davanti a Wahington. Intorno al nodo ferroviario di Manassas, invece, sta l’Armata del Potomac comandata da Pierre Gustave Toutant de Beauregard (22.000 uomini suddivisi in 7 brigate). La leva trimestrale dell’esercito volontario sta per scadere e quindi il Presidente Abraham Lincoln spinge McDowell all’azione: il giorno 17 una divisione prova a guadare il Bull Run, un affluente del Potomac, per puntare su Manassas. L’anziano generale nordista Tyler, che la comanda, si fa ingolosire dal fatto di non trovare resistenza e avanza in forze verso l’esercito confederato, che respinge gli unionisti violentemente. L’evento fa infuriare McDowell, che redarguisce pesantemente Tyler, guadagnandosi il suo sordo rancore. Alle prime luci dell’alba del 21 luglio, i nordisti riprovano a passare il Bull Run: dopo una mattina di eroica resistenza da parte dei sudisti sullo Stone Bridge, i nordisti dilagano da più parti: McDowell pensa di avere in pugno la vittoria, ma per concretizzarla deve tagliare fuori le truppe confederate da Richmond, sfondando la linea sudista. Ma le forze confederate arroccate sulla collina di Henry Hill cambiano le sorti della battaglia, che da una vittoria unionista si trasforma in un trionfo sudista: a fine pomeriggio le forze di McDowell sono in rotta…

Il fiorentino Roberto Chiavini è dottore di ricerca in Storia antica, ma nel mondo editoriale è conosciuto per la competenza con la quale scrive di fantascienza e fantastico (declinato in letteratura e sul grande schermo) e anche di giochi di ruolo. E forse proprio dal mondo dei giochi di ruolo (in particolare i “wargames”) parte l’insospettato interesse dell’autore per le vicende della Guerra Civile americana e più precipuamente per la storia militare della guerra di Secessione. In questo campo Chiavini mostra di aver raggiunto una erudizione appassionata e sterminata che non può non suscitare la nostra ammirazione. La storiografia dell’ultimo ventennio – come si legge nell’introduzione – ha radicalmente cambiato il modo di vedere la Guerra Civile americana. Ma soprattutto si è capito che al teatro militare orientale e in particolare alla Virginia era stata concessa troppa attenzione, a scapito del resto dell’immenso fronte di guerra. Chiavini non fa questo errore, e ci travolge con l’analisi particolareggiata di decine di battaglie più o meno grandi soffermandosi sui protagonisti di ognuna di essa, da una parte e dall’altra. Completano il quadro mappe, diagrammi, fotografie e illustrazioni d’epoca, schede di approfondimento. Una lettura impressionante e davvero interessantissima, che però suggeriamo di fare soltanto dopo aver letto un saggio più generale sulla storia della Guerra Civile americana, sulla quale l’autore sorvola dandola più o meno per scontata.



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