La guerra nel mondo contemporaneo

La guerra nel mondo contemporaneo
Dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi le guerre non hanno più toccato il suolo italiano, e quindi sono sempre state ‘rappresentate’ su uno schermo, quello della televisione o quello del cinema. Dato che i partigiani o i militari che hanno combattuto nel 1945 ancora in vita sono sempre più rari, le generazioni nate dopo la metà del secolo scorso hanno lentamente rimosso le immagini di crudeltà e di morte che i genitori o i nonni avevano sperimentato sulla loro pelle. Questo libro - di uno dei più informati storici militari britannici contemporanei - ci fa capire come la percezione di una pace perenne sia assolutamente favolistica, dato che proprio dal 1945 di guerre non se n’è potuto fare a meno. Dal conflitto civile cinese alla guerra contro il terrorismo di Bin Laden, dal Vietnam alla Cecenia sono innumerevoli i conflitti che vengono narrati in poco più di duecento pagine. Guerre, guerriglie e battaglie che sono contraddistinte dal bipolarismo di due grandi avversari come USA e URSS: la Guerra fredda anticipa il conflitto mondiale e anche se ufficialmente conclusasi con la caduta del muro di Berlino nel 1989, la sua influenza non sembra interrompersi nemmeno in campi d’azione apparentemente sconnessi con l’ex blocco comunista o con la patria del capitalismo...
L’agile opera di Jeremy Black riesce a trascinare il lettore non specializzato in una miriade di scenari politico-economici e di avanzamento tecnologico militare che smontano l’ipotesi di una possibilità di descrivere il conflitto in un modo univocamente Occidentale. Oggi, e comunque almeno dal Vietnam in poi, non è più pensabile un modo tradizionale di descrivere la guerra, dato che ogni fronte ha le sue tipicità. La narrazione molto puntigliosa ma non per questo meno avvincente ci fa capire come siano le potenze a influenzare lo stesso discorso/testo sulla guerra, e quindi - come si sottolinea in conclusione - ad esempio a minimizzare la guerra del Congo per puntare i riflettori sulla guerra in Iraq. Consigliato a chi vive nella bolla di sapone della pace immanente e a chi preferisce etichettare i combattenti di qualsivoglia colore o nazione con le inutili tag di ‘buoni’ e/o ‘cattivi’.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER