La ladra di coralli

La ladra di coralli
La tentacolare Parigi post-napoleonica può essere un posto molto pericoloso, soprattutto per un giovane studente timido e impacciato, cresciuto nella provincia inglese e in trasferta oltremanica per proseguire i suoi serissimi studi medici. L’ingenuo Daniel Connor, in effetti, batte tutti i record di sventatezza, visto che non gli occorre neppure metter piede a Parigi per essere raggirato: irretito da Lucienne, una misteriosa e bellissima donna che viaggia sulla sua stessa carrozza, si ritrova derubato dei preziosissimi fossili e delle lettere di presentazione che avrebbero dovuto aprirgli le porte del Jardin des Plantes, facendone un collaboratore del celebre biologo Couvier. Disperato, smarrito nei meandri di una città tentatrice come poche e profondamente attratto dalla donna che sembra avergli rovinato senza appello vita e carriera, il giovane studioso sperimenterà assieme a Lucienne quanto sublime possa essere, a volte, l’imprevedibilità, e come sia facile trovarsi a imboccare strade mai neppure immaginate. Così, per amore di una ladra, Daniel si troverà coinvolto senza rimpianti in un affaire pericolosamente complicato, la cui posta in gioco potrebbe essere inestimabile come un diamante da favola. O come la vita stessa...
Ci sono romanzi che per il lettore sono come trappole, seducenti tele di ragno nelle quali non si può che restare gioiosamente invischiati pagina dopo pagina come esploratori instancabili e curiosi di una wonderland nella quale è dolcissimo naufragare. La ladra di coralli, secondo romanzo della prof (scrittura creativa e letteratura inglese alla University of East Anglia) Rebecca Stott, appartiene senz’altro a questa benemerita categoria dello spasso letterario. Proprio come nel Codice di Newton, il suo historical-thriller d’esordio, l’autrice si conferma impareggiabile evocatrice di atmosfere d’altri tempi, maestra nell’immettere senza la minima forzatura accurate ricerche storiche e d’archivio nel flusso avvolgente di una romanzesca vicenda d’avventura amore e scienza, che sa rendere appassionanti anche le vicissitudini di quegli uomini che lottarono in nome di una conoscenza libera di espandersi oltre gli asfittici confini imposti dalla fede. Proprio a quei coraggiosi “miscredenti” La ladra di coralli è dedicato – merito ulteriore di questo romanzo più che riuscito, sulle cui pagine voliamo dagli orrori insanguinati de la Terreur alla solitaria spiaggia di Sant’Elena, accompagnati da personaggi tanto vividi che potrebbero esser venuti fuori, anch’essi, da qualche dimenticato cassetto della Storia. Seducente.

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