La lettera perduta

La lettera perduta
Austria. Oliver Llewellyn è un musicista che sta scrivendo un libro sulla morte di Mozart. Il suo cadavere viene ritrovato sulle sponde di un lago ghiacciato: la polizia archivia il caso come un incidente, ma in realtà Oliver è stato ucciso. La sera della sua morte era stato ad un party ed aveva assistito ad una scena agghiacciante, riuscendo a filmare tutto con il cellulare. Circa un anno dopo Leigh Llewellyn, sorella di Oliver e soprano di fama mondiale, riesce a sventare un tentativo di rapimento e, spaventata, chiede aiuto a Ben Hope, un ex militare delle SAS, compagno d’armi del fratello e sua vecchia fiamma. I due non credono alla tesi dell’incidente, soprattutto dopo aver visionato il cd che Oliver ha mandato alla sorella prima di morire. Ben inizia ad indagare e scopre che il suo amico è stato ucciso dai seguaci di una setta che affonda le sue radici nella Massoneria e che già nel lontano 1791 si è macchiata dell’uccisione di Mozart. A conferma di ciò esisterebbe una lettera in cui il grande compositore confessa di conoscere i motivi del male che lo sta portando alla tomba. Inizia per Ben e Leigh un viaggio per l’Europa alla ricerca della lettera e della verità, ma i due devono tenere gli occhi aperti perché la setta è sulle loro tracce…
E se a causare la morte di Mozart non fosse stata l’invidia del rivale Antonio Salieri o una febbre reumatica ma la cospirazione di una setta massonica tramite l’avvelenamento con l’acqua toffana, un potente veleno in uso nel Settecento? È questo lo scenario che viene ipotizzato dall’eclettico scrittore scozzese Scott Mariani, musicista, traduttore, giornalista free lance e istruttore di tiro con la pistola. La lettera perduta prova a far luce su un argomento sul quale si sono scritte intere biblioteche, per dirla alla Benigni, ma lo fa con un taglio personale ed intrigante, mai banale. La bravura dello scrittore risiede nel saper amalgamare pseudo-verità storica e finzione narrativa, lasciando al contempo la possibilità al lettore di costruirsi un proprio punto di vista. La costruzione del plot si rivela frizzante, veloce e serrata e viene condita da tutti gli ingredienti tipici dell’action thriller: travestimenti, fughe rocambolesche da una città all’altra, colpi di scena, sparatorie, pochissima introspezione psicologica dei personaggi. Tutti elementi che infondono al romanzo un taglio decisamente cinematografico e che Scott Mariani sembra maneggiare sapientemente. Complotto massonico ed intrigo storico, come non pensare a Dan Brown? Ma chi s’imbatterà in queste pagine si accorgerà che altre strade sono percorribili anche all’interno di un genere che pare aver esaurito gli argomenti ma che viene impreziosito da storie interessantissime. Storie come questa.

 

 

 

 
 
 
 
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