La lezione di anatomia

La lezione di anatomia
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Quando era più piccola Marta ha sempre avuto difficoltà nell’imparare a leggere l’ora con le lancette e ha palesato qualche incertezza nell’atto di allacciarsi le scarpe, ma la sua volontà si manifesta nelle sue decisioni perentorie: ad esempio, è sicura che da grande non avrà mai dei figli. Il racconto della gravidanza della madre, così minuzioso e particolareggiato, unito alla sua capacità di ascolto e di lasciarsi impressionare, non lasciano dubbi alla piccola che, all’età di undici anni, testimoni le sue amiche, attua il solenne giuramento di non procreare mai e poi mai. Sua madre, che lavora come fisioterapista, le racconta non solo della gravidanza, ma anche di altre situazioni e complicanze mediche, con la sua abilità narrativa di trasformare verità e scene di vita quotidiana in storie meravigliose. Anche per questo dono così apprezzato, Marta non vuole condividere l’amore di sua madre con alcuno (ulteriore motivo per non avere figli), e si accorge della sua gelosia nei confronti di Corina, piccola paziente che al termine dei trattamenti - così frequenti, Marta non si capacita del perché ne abbia così spesso bisogno - si lascia sempre coccolare dalla madre. Questa visione della madre che indugia con una carezza, sistema il cappotto di Corina e non corre immediatamente da Marta che la aspetta, scatena sempre l’ira della figlia, che digrigna i denti in attesa di essere lei la protagonista delle sue premure. D’altra parte, anche a scuola Marta fa di tutto per primeggiare, studiando a memoria ogni cosa, cercando di essere sempre in prima fila, inventandosi storie sulla sua famiglia per attirare l’attenzione...

La lezione di anatomia è un bel titolo per un romanzo autobiografico che, diviso in tre parti, ripercorre dall’infanzia all’età adulta, passando per l’adolescenza, la vita dell’autrice madrilena Marta Sanz, classe 1967. Infatti, senza preoccuparsi di risultare insopportabile - ed accade, eccome se accade!- Marta Sanz seziona la sua vita senza sorvolare sui suoi pensieri più reconditi, anzi indugiando proprio su quelli più turpi e abietti che, tutto sommato, ci rendono umani e imperfetti, accomunandoci (quante volte ci siamo antipatici o ci rendiamo conto di aver agito spinti da un sentimento di gelosia, invidia o per pura indolenza). Alla stregua di un professore di anatomia che disseziona un cadavere davanti agli occhi dei suoi studenti, l’autrice esamina con lucidità da chirurgo gli eventi che l’hanno condotta a diventare scrittrice, moglie e senza figli, amante dei gatti, orgogliosa della propria madre, lavoratrice indomita. Le amicizie, la scuola, le difficoltà di diventare grandi ci riportano alla memoria la nostra infanzia ed i piccoli grandi traumi subìti e causati. La casa editrice Nutrimenti ci permette dunque di conoscere questa interessante scrittrice ad oggi poco nota in Italia, ma molto apprezzata in Spagna, dove collabora anche con diverse riviste e quotidiani. Suoi sono anche i romanzi Un buon detective non si sposa mai e Black, Black, Black, noir che vedono come protagonista l’investigatore dandy Arturo Zarco.



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