La lingua del fuoco

La lingua del fuoco
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Siamo nel 1999, in California. Jack Wade non si è mai tirato indietro di fronte al pericolo, soprattutto quando si tratta di fuoco. Il suo lavoro da poliziotto del Dipartimento incendi infatti lo ha sempre messo in situazioni parecchio rischiose finché non è stato licenziato per avere protetto l’identità di un testimone scomodo per il reparto. Metodi non proprio leciti, ma sempre per incastrare i colpevoli. Oggi ha trovato lavoro come perito per una compagnia di assicurazione californiana. Deve investigare quindi sugli incidenti, determinando la dolosità o meno degli stessi. Jack conosce la lingua del fuoco e la conosce molto bene. Sa che dalla cenere si possono capire tantissime cose. Quando gli giunge quindi da esaminare nel dettaglio una strana richiesta di risarcimento per una misteriosa polizza di assicurazione, sente subito profeticamente puzza di bruciato e perciò decide di indagare, nonostante la regola sacra degli investigatori imponga di non essere mai coinvolti personalmente in un caso…

Don Winslow, salito alla ribalta delle cronache per il suo autentico caso letterario L’inverno di Frankie Machine, è un autore molto eclettico che mette molto della sua esperienza personale pregressa nei suoi romanzi per rendere le storie più veritiere e ricche di particolari.  Nel caso specifico Winslow ha sfruttato le sue nozioni da perito assicurativo nonché da ex detective privato per creare un thriller serrato e convincente, tutto costruito attorno al mondo degli incendi. La lingua del fuoco è molto interessante anche perché pone di fronte gli smaliziati lettori di gialli a nuove tecniche investigative all’avanguardia. L’autore, considerato universalmente uno dei maestri del noir statunitense, ha scritto ben undici romanzi tutti di altissima qualità, e questo non delude le aspettative. Il romanzo ricorda molto da vicino Il potere del cane, soprattutto per i dialoghi e le analisi serrate del protagonista durante le indagini. Da apprezzare le descrizioni della West Coast americana così come i molteplici schemi narrativi che si innestano tutti in maniera convincente su un corpus di trama solido. Fiore all’occhiello è rappresentato dalla competenza legale dell’autore, evidente in molte pagine del romanzo, che porta La lingua del fuoco ai livelli dei legal thriller più blasonati.



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