La luce alla finestra

La luce alla finestra
Gassin, sud della Francia, primavera 1998. Emile de la Martinière assiste al capezzale sua madre Valérie mentre esala l’ultimo respiro. I sentimenti che accompagnano la morte della madre sono contrastanti: è davvero dispiaciuta per averla persa? Quella donna, che ora giace innocua in un letto, è stata a suo tempo  una vera forza della natura. Lei, fra le donne “più belle, affascinanti e munifiche di tutta Parigi”, pur non maltrattandola e non facendole mancare niente, ha tenuto sempre a distanza l’unica figlia, avuta per altro in tarda età. Una madre assente, che ha cresciuto una “figlia invisibile”. E così Emile, pur possedendo tutto quello che una comune ragazza francese possa sognare, pur essendo l’unica erede di una famiglia di nobili origini, nonostante tutto questo sceglie una vita anonima, lontano dai riflettori, con una routine rassicurante, un piccolo mondo in cui sentirsi protetta. Con la morte della madre, però, la giovane donna dovrà assumersi la responsabilità del patrimonio di famiglia -  che risulta non essere poi così ingente come si pensava -  della ristrutturazione del castello e della gestione del vigneto. Si ritrova improvvisamente ad essere l’ultima a “ricevere lo scettro dei de la Martinière, con tutto il suo carico di storia” ed anche con gli impegni che ne derivano nei confronti del personale impiegato al castello. Questo sta capitando proprio a lei “dolorosamente consapevole di non possedere nemmeno un briciolo del fascino dei suoi predecessori” e con l’unico desiderio di tornare a condurre la sua vita normale, da sola, nell’ombra. In pochi mesi, invece, Emile crederà di aver trovato finalmente l’amore sposando Sebastian, un giovane agente d’arte conosciuto per caso dopo la morte della madre; scoprirà, attraverso il racconto di Jacques, il vecchio che si occupa da anni della vigna, la storia della sua famiglia: l’incontro del padre Edouard con la coraggiosa ed intraprendente Constance, che poi si rivelerà essere la nonna di Sebastian e agente del Soe, il servizio segreto inglese che combatté a fianco della Resistenza in Francia - così come in altri Paesi - cercando di ostacolare il regime nazista. Conoscerà la figura misteriosa e affascinante di sua zia Sophia, le sue bellissime poesie e la sua fine tragica….
Attraverso l’espediente del racconto e del ricordo ad opera del vecchio Jacques, Lucinda Riley ripropone uno schema narrativo a lei caro e che già le ha portato fortuna nel precedente romanzo, edito in Italia sempre da Giunti. Un abile e raffinato intreccio tra passato e presente, che coinvolge – anche se non da subito – il lettore in una storia familiare che assume quasi il colore di una saga. Una vicenda, in cui le figure femminili ne escono vincenti. Prima fra tutti Constance, la cui vita viene improvvisamente sconvolta quando a soli venticinque anni da semplice archivista dell’M15 – il controspionaggio inglese – si ritrova arruolata nel Soe, addestrata ed inviata quasi subito in missione a Parigi. Una donna forte e determinata, capace di sacrificare gli affetti personali per una causa più alta, per dare il proprio contributo alla Resistenza. Ma anche una figura apparentemente fragile e ingenua come quella di Sophia, la zia di Emile, si dimostrerà alla fine tenace e coraggiosa. Diventata cieca all’età di sette anni, prima dei quali ha imparato a leggere in Braille e a scrivere, ha coltivato l’amore per la letteratura e la poesia, rinchiudendosi in un mondo in non può vedere alcuna “luce alla finestra”, ma che non le impedirà di innamorarsi e di avere una figlia. Non  possiamo non cogliere il parallelismo - e non è l’unico per altro presente nel romanzo, quasi a sottolineare un legame profondo e inscindibile fra passato e presente - con il personaggio di Emile. Cresciuta all’ombra di una madre perfetta e indifferente, aveva lasciato che “l’amarezza crescesse, come un’erbaccia, e che strangolasse tutti i suoi pensieri positivi, il suo cuore e la sua fiducia nel prossimo”; apparendo agli altri come una donna fragile, insicura, fredda, chiusa nel proprio mondo fatto di gesti e situazioni ripetuti all’infinito, sempre uguali, cercando di sfuggire agli attacchi di panico che la assalgono ad ogni difficoltà inattesa.  Ma Emile imparerà, inaspettatamente, a vivere; capirà - grazie anche all’esempio di donne eccezionali come Constance e Sophia -  che la vita è “troppo breve per lasciare spazio al rancore e all’intolleranza”; che non bisogna mai perdere la compassione nei confronti di chi ci circonda; che quando si trova qualcosa di buono sulla propria strada, bisogna “accoglierlo a piene mani” con gratitudine. Un lunghissimo viaggio tra verità nascoste e bugie, tra tradimento e amore,  tra guerra e avventura; ma anche un tuffo nel profondo dell’animo femminile, con le sue contraddizioni e, tuttavia, con quell’immensa capacità di amore incondizionato, di spirito di sacrificio e di adattamento che fanno da traino e da colonna portante nel microcosmo della famiglia, come della società. Un omaggio al coraggio e alla forza delle donne, con quel pizzico di mistero e di suspense, che tengono il lettore inchiodato fino al colpo di scena delle ultime pagine, leggendo le quali si scoprirà che svelare un segreto del passato può offrirci davvero una chiave per vivere meglio il nostro futuro.

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