La macchia umana

La macchia umana

Gli studenti ripetutamente assenti dal suo corso da lui definiti in maniera banalmente ironica “fantasmi” (in originale “spook”, che oltre a fantasmi può voler dire “sporchi negri”) diventano motivo di scandalo e accusa per Coleman Silk, professore di Lettere classiche al prestigioso Athena College. L'ambiguità della parola utilizzata infatti gli fa piombare addosso l’infamante accusa di discriminazione razziale. E non finisce qui: il perbenismo politically correct del brillante mondo accademico in cui ha sempre vissuto gli si scatena addosso, facendo aprire squarci inquietanti su tante verità che il professore ha sempre celato ostinatamente. In primo luogo, Coleman Silk è il figlio bianco di genitori di colore, un cosiddetto “negro bianco”, identità per lui vergognosa e a causa della quale si è paurosamente allontanato dai suoi familiari, praticamente annullandoli dalla sua esistenza. Ma c’è ancora qualcos’altro che il benpensante compassato professore nasconde: una torbida relazione con la poco più che trentenne bidella dell’Athena College, Faunia Farley, una donna esile, angolosa, per nulla colta, per non dire quasi analfabeta. L’incontro di due destini totalmente differenti che si fondono in uno solo, pericolosissimo...

È ancora l’affascinante narratore investigatore Nathan Zuckerman, a raccontarci la storia di Coleman Silk, ennesimo memorabile personaggio nato dalla fantasia dello scrittore americano Philip Roth. Alter ego dello scrittore, che tramite lui analizza e racconta i suoi personaggi e le loro torbide vicende, Zuckerman raccoglie le confidenze del professore: è un estate particolare per l’America, l’estate in cui venne a galla la storia tra Bill Clinton e Monica Lewinsky, in cui “il pene di un presidente invase la mente di tutti e la vita, in tutta la sua invereconda sconcezza”. Le analogie tra la torbida relazione di Silk e il Sexgate si sprecano: tutta la vicenda è costellata di riferimenti, sullo sfondo la stessa società bigotta e irreprensibile che guarda allo scandalo in tutta la sua vergognosa realtà. Perché non altro che reali si possono definire le due storie, soprattutto quella di Silk e Faunia, reali in tutta la loro torbida impurità, reali proprio perché “ogni purificazione è uno scherzo” e “la fantasia della purezza è terrificante”. Congetture, sospetti e falso moralismo sono i protagonisti di questo incredibile romanzo con cui la penna di Roth scandaglia ancora una volta la società americana, demolendone i pilastri falsamente stabili. Come non ci fosse nulla di fermo, forte, pulito. Perché noi tutti “lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c’è altro mezzo per essere qui. Nulla a che fare con la disobbedienza. Nulla a che fare con la grazia o la salvezza o la redenzione. È in ognuno di noi”.



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