La maledetta

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Barcellona, inizi del secolo scorso. Moisès Corvo, ispettore della polizia sta scendendo le scale del suo postribolo preferito dove ha appena avuto il piacere di passare del tempo con Giselle, “la miglior prostituta francese di tutte le prostitute francesi nate a Saint Boi”. Tutto pare svolgersi come la consueta conclusione dei suoi incontri, quando lei chiede con forza la sua attenzione, lo implora di sorvegliare il suo bambino, rivelandogli l’esistenza di un mostro in città che ruba e uccide bambini. Ne parlano tutti in città e Corvo, all’inizio titubante e poco disposto a credere a quella che ritiene una fandonia, finisce per mettersi alla ricerca dell’orribile rapinatore di bambini. Ancora non sa che il mostro è una donna dalle fattezze inquietanti e dal costante bisogno di nutrirsi di sangue giovane, giovanissimo per dare forza al suo corpo: il suo nome è Enriqueta Martì Ripolles, Bocanegra è il suo assistente, Juan Pujalo suo marito, entrambi soggiogati da lei e dalle sue perverse manie, costretti a scovare bambini per calmarle questa fame implacabile. Vive vendendo strani infusi toccasana per ogni morbo conosciuto, ricette segrete che in realtà prevedono nella loro preparazione sangue o parti del corpo dei piccoli rapiti. Corvo ancora non sa che questa storia lo coinvolgerà profondamente e lo porterà a scoprire quanto di più marcescente si nasconde dietro ai vicoli bui e fetidi della sua città…

Enriqueta Martì Ripolles non è una creatura nata dalla fervida fantasia di un giovane autore noir ma un personaggio realmente esistito, la temibile “vampira del carrer Ponent”. La donna nacque nel 1869 da padre alcolizzato e madre prostituta, sposò Juan Pujalò, un pittore fallito e rimase con lui per 10 anni, senza avere figli: in città si rese nota per vendere magiche pozioni, risolutive per ogni tipo di male. Nel 1912, in seguito al rapimento di 3 bambini uno dei quali era stato ucciso e mangiato, fu arrestata e confessò 10 omicidi: nello stesso anno fu condannata a morte ma prima dell’esecuzione fu uccisa dalla sua compagna di cella. La maledetta è frutto di un’accurata indagine condotta da Marc Pastor in persona, scrittore per passione, criminologo di professione e in quanto tale portato a indagare con cura storie torbide. La Barcellona che ci racconta è ben lontana dalla città agognata dai giovani italiani, meta di turisti e studenti in cerca di movida: è una città fetida e puzzolente, pericolosa e buia, nei cui angoli si celano le peggiori insidie, quanto di più spaventoso una mente umana possa arrivar a pensare. Enriqueta è un personaggio strabiliante per quanto totalmente negativo, repellente, perfido: una cattiveria che affascina i suoi seguaci e i suoi lettori che rimangono inchiodati per quanto esterrefatti e attoniti di fronte a tanta efferatezza. Alcuni brani sono da sconsigliare per chi ha uno stomaco delicato o per chi ha il sonno leggero: ma il risultato è notevole e le ragioni del successo di questo giovane catalano sono ben evidenti. La straordinaria capacità di ricavare un’ottima narrazione letteraria da una vicenda reale, l’aver reso quasi percepibile sensorialmente grazie a vivide descrizioni la città e il suo ambiente, tutto questo è prova di un talento indiscutibile.



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