La mano dell’autore, la mente dello stampatore

La mano dell’autore, la mente dello stampatore

Una raccolta di dieci saggi concepiti per consentirci di rievocare l’epoca storica e il contesto culturale in cui sono state concepite alcune tra le opere letterarie (dal Don Chisciotte di Miguel de Cervantes ai testi teatrali di William Shakespeare) che hanno plasmato il nostro modo di percepire la realtà e formato il nostro pensiero nel corso della lunga durata della storia della cultura scritta occidentale. Per darci l’opportunità di ripensare alla più significative discontinuità che hanno rivoluzionato la natura scrittoria in cui il sapere ci è stato tramandato, dai manoscritti antichi ai codici miniati, fino a giungere ai primi libri stampati. Di ricordarci come essi si sono evoluti a seguito dell’introduzione del torchio tipografico e come questo abbia trasformato il nostro modo di leggerli. Ma anche di portare in luce le modalità attraverso le quali verso fine del XVIII secolo venga costituendosi una nuova forma della proprietà letteraria, basata sulla individualizzazione della scrittura, l’originalità delle opere e la consacrazione dello scrittore che rompe definitivamente con la tradizione precedente. Su di una materialità del libro tanto inseparabile dal testo, quanto esposta agli effetti della mobilità e della instabilità, dalla stessa complessità delle pubblicazioni…

È un appassionante e rigoroso saggio a cavallo tra letteratura e storia, La mano dell’autore, la mente dello stampatore del docente di Storia al College de France di Parigi Roger Carthier e merita grande attenzione perché segna un’ulteriore e pregevole incursione dell’autore nell’ambito della saggistica dedicata alla ricostruzione della vicenda storica del libro, della letteratura e dell’editoria, da parte di uno storico assai devoto a una causa particolarmente cara proprio al lettore. La sua incursione risulta, pertanto, particolarmente erudita e coinvolgente, perché capace di farci rivivere le tappe fondamentali di un percorso al quale va riconosciuto il pregio di venire condotta con un aliante capace di sorvolare in maniera leggera un territorio vasto ed eterogeneo, muovendosi tra le forme del periodo moderno europeo per poi atterrare con pari disinvoltura tra le particolarità della cultura moderna. Ne viene fuori una riflessione approfondita e stimolante, capace di affrontare questioni che, non solo hanno a che vedere con gli aspetti fondamentali della natura stessa della scrittura, ma che investono necessariamente anche il campo delle relazioni sociali. Insomma uno splendido libro accessibile a tutti, scritto con l’acume dello storico di professione che ben conosciamo e l’onestà di un intellettuale che pare assecondare più gli stimoli di una passione non quello la fama del saggista.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER