La maschera e le tenebre

La maschera e le tenebre
L’oracolo di Asherat-del-Mare non ha sbagliato: dopo aver sventato la congiura di Mélisande Shahrizai de La Courcel, Phèdre nó Delaunay de Montrève, eroina di Terre d’Ange, ha goduto di un lungo periodo di prosperità e pace, sempre al fianco dell’amato cassiliano Joscelin Verreuil. Ora, però, è arrivato di nuovo il momento di agire e combattere, e Phèdre non può tirarsi indietro, stavolta più che mai, visto che la posta in gioco è la sorte di Hyacinthe, Signore dello Stretto, condannato dalla maledizione dell’angelo caduto Rahab a un esilio interminabile su una minuscola isola. Per salvarlo non c’è che un modo, pronunciare il nome di dio, e da dieci anni Phèdre sta studiando cocciutamente per trovarlo, senza immaginare che un’informazione determinante potrebbe venirle proprio da Mélisande Shahrizai de La Courcel. Non che la sua nemica ed ex patrona abbia deciso di convertirsi alla bontà disinteressata, quello che ha in mente è un “do ut des”: suo figlio Imriel, principe del sangue, cresciuto in segreto nel santuario di Elua, è sparito, sicuramente rapito, e Phèdre deve ritrovarlo se vuol ottenere l’aiuto di Mélisande. Comincia così un’avventura esotica e pericolosa, che porterà la coraggiosa angeline e il suo fedele cassiliano alla corte di uno spietato e folle sovrano orientale, nella cui zenana (una sorta di harem) anche Imriel è stato rinchiuso, carne da macello per i perversi piaceri sessuali del mahrkagir. Phèdre, che è un’anguissette, prescelta dagli dèi per trovare piacere nel dolore, non tarderà a diventare la favorita di quel sadico despota, costretta dal suo stesso masochismo a calarsi in indicibili abissi di depravazione e sofferenza, pronta a tutto pur di strappare Imriel dal morboso inferno della zenana…
È un mondo pieno di rimandi alle storie e ai miti umani, familiare eppure “altro”, costruito sulla morfologia di quello reale ma trasfigurato quello che la felicissima penna dell’americana Jacqueline Carey – gran talento narrativo, attenta alla “costruzione” dei personaggi non meno che all’evocazione di certe atmosfere, a suo agio con l’erotismo come con le scene di combattimento – sa edificare parola dopo parola, come una gigantesca trappola per l’immaginazione (e le emozioni) del lettore. Un mondo da cui, anche per l’autrice, è evidentemente difficile separarsi: dopo la trilogia incentrata su Phèdre (eroina dal nome infausto cui spetta senz’altro un posto nel paradiso dei personaggi fantasy meglio riusciti), che si conclude appunto con La maschera e le tenebre, nuove avventure avranno luogo nella mitica Terre d’Ange, e protagonista, dopo la tormentata e bellissima anguissette, ne sarà il principe Imriel. Gli americani hanno già incominciato a leggerle. Le aspettiamo anche noi, con impazienza.

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