La merda

La merda

Tanto quanto invece mi son successe delle cose, coi maschi, che io non so se gli succedono a tutte le donne, delle cose così, che delle volte vorrei proprio confidarmi con la femmina del polpo o del delfino, perché anche con questo, con questo qui di adesso, per dire, lui per volermi bene mi vuole anche bene, non dico di no, però per esempio mi dice sempre che io, sì insomma, queste cose di farcela, così, la mia vita, ecco lui non mi incoraggia per niente, e a volte anche lui, anche se non c’è la necessità di riprodursi, siamo lì che ci mangiamo gli spaghetti e mi dice di, sì insomma, e io mi abbasso e gli slaccio la cerniera e poi mi abituo. E non è la prima volta. Voglio dire, l’altro giorno, mentre andavo per le scale della metro, mi ferma un ragazzo, anche carino, anche con un certa gentilezza, che mi chiede se mi va che glielo tocco. Sì, uno di quelli lì con le stampelle, senza una gamba, che mi sorride, carino. E non è la prima volta. Voglio dire, ci dev’essere qualcosa in come parlo, o come guardo, perché a me capita spesso di incontrare per la strada dei maschi, ma non dei maschi sani, e allegri, ma come degli storpi e quando mi rivolgo a loro si vede che loro, nella loro testa, questa mia misericordia, la vedono più come una fantasia di me che glielo succhio, sì, dev’essere così, e poi non è che puoi dire di no, ci vuole del coraggio. Già alle scuole, per dire, c’era quella cosa che in ogni classe ne mettevano uno, sì, di handicappato…

Si tratta di una partitura tragica ma anche grottesca che turba e destabilizza, amareggia e sconvolge, fa ridere e piangere, vibrare di sdegno e di indignazione, emozionare e riflettere, che da quando è stata rappresentata per la prima volta, nonostante, soprattutto, come era purtroppo prevedibile, nel nostro Paese, che preferisce di gran lunga e da numerosi punti di vista il sotterfugio all’esplicitazione, una sorta di puritana censura non sia mancata, non ha fatto altro che ottenere premi e successi, uno di seguito all’altro. Ha regalato fama al suo autore e alla sua interprete, Silvia Gallerano, per cui la pièce è stata scritta, che, completamente nuda in scena, dà vita a un monologo pasoliniano di cui in questa edizione si riporta il testo integrale, corredato da un CD audio, e una messe di entusiastiche recensioni internazionali, ma in cui si scorgono evidenti anche retaggi classici e del teatro dell’assurdo, un flusso di coscienza diviso in tre parti, Le cosce, Il cazzo, La fama, che ha fatto e sta facendo il giro d’Italia, d’Europa e non solo. Il controtempo, L’Italia, è la degna conclusione: La merda, infatti, è un devastante e drammaticamente credibile, finanche nelle sue esagerazioni impietose ma mai ingiustificate, ritratto della nostra società che fa di ogni cosa merce.



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