La mia famiglia e altri animali

La mia famiglia e altri animali
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La famiglia Durrell è composta da un’eccentrica vedova e dai suoi quattro figli, Gerald, Margo, Leslie e Larry, che ha la capacità di lanciare idee strampalate che la madre in prima battuta respinge ma poi in qualche modo trova ragionevoli. Ecco perché dalla piovosa e grigia Inghilterra tutta la famiglia si trasferisce armi e bagagli a Corfù, in cerca di quel clima che secondo Larry permetterà a lui di scrivere poesie meravigliose e sarà di giovamento alla salute dei suoi fratelli. La loro permanenza in albergo, mentre cercano casa, viene accorciata drasticamente nel momento in cui realizzano che le condizioni igieniche in un’isola greca sono decisamente diverse da quelle di Londra. Fortuna vuole che a Corfù esista un factotum, tale Spiro, rispettato e conosciuto da tutti, che ha una vera e propria venerazione per gli stranieri. Convinto che gli inglesi siano tutti dei lord, si prodiga per i Durrell e li prende sotto la sua ala protettrice, li porta a vedere le case in vendita e una volta trovata la villa adatta, riesce a recuperare i loro bagagli (piuttosto inquietanti, per la verità) dal funzionario doganale ‒ che al cospetto di Spiro sembra perdere tutta la sua autorità ‒ e a procurare ad ottimi prezzi tutto ciò che manca. Nella piccola ma accogliente villa immersa nel verde e a poca distanza dal blu del mare, la famiglia può dedicarsi alle sue attività preferite: Larry alla scrittura, Leslie alle armi, Margo a far nulla e il piccolo Gerald a scoprire e collezionare ogni singola specie di essere vivente. Tutto sotto la particolare attenzione della madre, che accetta e coordina in qualche modo la vita della sua stramba tribù, spargendo profumi di cucina e perle di saggezza…

Un memoir leggero, che letto oggi fa sorridere – è stato scritto nel 1954 e descrive un periodo anteriore ‒ ma che rispecchia perfettamente quella che era la realtà dell’epoca. Parliamo di prima della guerra, quando gli inglesi (di cui certi comportamenti ancora oggi, a onor del vero, in determinati ceti sociali sono piuttosto buffi e comunque assai sfruttati da letteratura e cinematografia), di ritorno dalle colonie, conducevano un’esistenza particolarmente rilassante, senza la necessità di lavorare, dedicandosi semplicemente a vivere. L’autore ‒ diventato poi naturalista di una certa fama (è stato il fondatore della Durrell Wildlife Conservation Trust, un’organizzazione per salvare le specie in via d’estinzione, e di uno zoo) ‒ ha scritto numerosi testi più o meno autobiografici, in cui protagonisti sono senz’altro gli animali, ma comprimari sono lui la sua famiglia e i disastri più o meno gravi in cui involontariamente trasformano quasi tutto. A dominare è il suo sguardo ironico e al contempo amorevole sulla fauna (umani compresi) che lo circonda. Nelle descrizioni, i comportamenti animali sono decisamente antropomorfizzati e quelle degli umani (almeno si spera) quantomeno esagerate: il risultato è comunque un gradevole mix in cui si mescolano ricordi e scoperte proto-scientifiche (all’epoca l’autore aveva una decina d’anni), paesaggi incantevoli e avventure strampalate. Uno stile che gli amanti italiani del genere ritroveranno poi nei romanzi di Brunella Gasperini e Luca Goldoni. Immagini impensabili oggi, che strappano qualche risata ma confrontati inevitabilmente con i tempi nostri, finiscono per trasmettere un senso di serenità.



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