La mia Londra

La mia Londra
Inizia dai finestrini di un bus, durante un viaggio di studio nel 1963, la storia d’amore mai interrottasi tra Simonetta e Londra. Come ogni amore, anche questo si nutre del tempo che le due parti si dedicano, si alimenta della conoscenza reciproca, del rispetto della donna per la città e i suoi abitanti (solo il 44% dei quali sono britannici!), la loro storia, il loro rapporto col passato testimoniato dalla capacità di preservare nei secoli quartieri storici (per esempio ridisegnandoli e ricostruendoli - dopo un incendio devastante – tali e quali al Medioevo), la loro quieta tolleranza e solidarietà. Impara presto a condividere la loro passione per la lettura (incarnata dalle Public libraries e dai Book clubs), per il teatro, per la musica, per i giardini e per i Reali, pur se con questi ultimi i londinesi hanno poche e artate occasioni di incontro. È un amore che sopravvive alle avversità, agli scontri di cultura, alle violenze razziali delle quali Simonetta è testimone negli anni ’70 e che la porta a voler comporre le differenze, a costruire ponti tra le comunità, a contribuire a quel grandioso processo di inclusione che ai giorni nostri è così ben incarnato negli odori, colori e suoni della sua amata Brixton…
Come nella tradizione dei paesaggisti del “Grand Tour”, l’autrice ci regala sia incantevoli vedute a volo d’uccello sia scorci tematici rari e vieppiù preziosi in quanto ci fanno conoscere la “sua” Londra: i luoghi della Giustizia, le case in cui ha vissuto da Oxford a Brixton passando per Dullwich e il centro di Londra, stazioni, ponti, gardens, l’odiato Harrod’s, gli amati mercatini, le allegre e liberatorie pantos, i grandi uomini che come Samuel Johnson hanno cantato la grandezza di questa città e ne hanno intuito le potenzialità quando ancora non era una delle metropoli più ricche e colorate del mondo.

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