La minaccia

La minaccia
A Oslo sembra una mattina come tante, di quelle con la pioggia gelata che copre le strade di un sottile strato di ghiaccio, nemico numero uno per automobilisti e pedoni. Tuttavia questo disagio a cui la popolazione della capitale norvegese si è abituata è stato derubricato a routine da tempo. Ad un tratto però accade qualcosa che non ha assolutamente nulla di abitudinario e a cui non sarà possibile abituarsi nemmeno nella più cupa delle distopie: un attentato ai locali dell’ISAN, il consiglio islamico per la cooperazione in Norvegia perpetrato, a quanto pare, da un giovane vestito in “abiti islamici tradizionali”. Allo sgomento fanno immediatamente seguito orrore e indignazione. Pare infatti che l’esplosione sia stata talmente potente che il riconoscimento delle vittime sia impresa quasi disperata. Nei soli locali dell’ISAN giacciono, senza vita, ben sedici corpi, impossibili da identificare. Una signora anziana, che abitava sopra l’istituto, è stata trovata trafitta da innumerevoli schegge di vetro e con la maniglia di una porta conficcata nella tempia. Meno difficile è stato riconoscere i cinque passanti che, loro malgrado, hanno visto materializzarsi la morte nel modo più bieco e più inaspettato. Alle 10,57 di martedì 8 aprile 2014 l’ordigno esplode e neanche un’ora dopo il panico regna sovrano, facendo affilare i denti ai soliti professionisti dell’intolleranza…

Anne Holt si cimenta in un thriller teso impregnato di molteplici risvolti sociologici. L’associazione terrorismo-Norvegia richiama immediatamente la strage di Utoya, in cui oltre ottanta ragazzi persero la vita per colpa del fanatismo omicida di Anders Breivik, ma la scrittrice qui decide di misurarsi con quel terrorismo che negli ultimi anni ha mietuto vittime su vittime ad ogni latitudine e che in Europa ha piagato, solo per citare i fatti più recenti, Parigi e Bruxelles. Il sedicente gruppo terroristico de “La vera umma del profeta”, il mostro che nelle pagine del romanzo viene portato alla ribalta da indagini, talk-show televisivi e velenose invettive politiche, fa paura e turba i sonni di cittadini norvegesi di qualsiasi credo religioso. Gli inquirenti indagano, cercano riscontri, si fanno aiutare dai colleghi di altri paesi, eppure su questo gruppo non si trova nulla. Altri attentati, altra paura, altro odio, altre necessità di risposte eppure si continua a non cavare un ragno dal buco. Holt si destreggia abilmente nell’indagine regalando più di un colpo di scena e non lesina sulle vicissitudini personali dei protagonisti, tuttavia l’analisi delle dinamiche che affliggono l’uomo comune minacciato da un nemico oscuro e invisibile quale il terrorismo risulta un po’ troppo rigida e macchiettistica, pur presentando inquietanti consonanze con la realtà.

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