La nostra casa è in fiamme

La nostra casa è in fiamme

Malena Ernman, originaria di Sandviken, città della Svezia sita nella contea di Gävleborg, ha a che fare con la musica fin da quando aveva sei anni: gospel, jazz ed opera. Proprio quest’ultima l’ha resa celebre e le ha dato da vivere: mentre il marito Svante si occupava di spettacoli minori in giro per la Svezia, Malena riempiva i teatri in giro per l’Europa. Così, quando è nata Greta, la primogenita, i due genitori hanno dovuto prendere una decisione: Svante si è licenziato ed ha cominciato a viaggiare per tutto il continente con sua moglie, facendo il “casalingo” ed allevando Greta. Anche quando due anni dopo è arrivata Beata, le cose non sono affatto cambiate: i Thunberg-Ernman erano ricchi, felici e senza pensieri. Fino a quando Greta, in prima media, non si ammala: comincia a piangere, a letto, a scuola, ovunque. Poi smette di ridere. Poi di parlare. Infine di mangiare. La famiglia tenta di andare avanti prima con le buone e poi con le cattive, ma nulla, Greta non guarisce, non mangia, perde chili e fatica a muoversi. Salta la scuola, gli insegnanti si preoccupano, ed i genitori non sanno cosa fare. Inizia così una trafila di controlli, di visite e di diagnosi, che piano piano si scremano ad una sola: sindrome di Asperger, disturbo ossessivo-compulsivo, mutismo selettivo e ADHD – disturbo da deficit di attenzione/iperattività…

Diviso in due parti, la prima composta dai discorsi più celebri di Greta Thunberg – Stoccolma, 8 settembre 2018; Helsinki, 20 ottobre 2018; Londra, 31 ottobre 2018; TedX, 24 novembre 2018; Katowice, 3 dicembre 2018; Davos, 25 gennaio 2019; Facebook, 2 febbraio 2019; – e dalla pseudo-biografia di sua madre Malena, Scene dal cuore, uscita in concomitanza con l’inizio del «Skolstrejk för klimatet», lo ‘sciopero scolastico per il clima’, La nostra casa è in fiamme è un libro a 360 gradi. Ed il suo lato più interessante, più che i vari discorsi della giovane attivista – facilmente reperibili su internet – è la narrazione di Malena, la quale non si limita solamente a gettare il suo sguardo sulle preoccupazioni della figlia, ma offre una panoramica abbastanza dettagliata sia sulla propria situazione famigliare, sia sulla società svedese. Queste due tematiche s’intrecciano all’interno della storia di Malena, ed attraverso la prima la narratrice riesce anche a spiegare la seconda. Le testimonianze della cantante svedese ci aprono gli occhi su alcune ingiustizie sociali francamente inaspettate, ma diffuse in tutti i Paesi Occidentali: l’isolamento sociale dei malati di Asperger; il fatto che la medicina abbia da poco cominciato a qualificare malattie come disturbo ossessivo-compulsivo, ADHD e la mancanza di strutture educative per le persone affette da queste patologie. Insomma, il titolo La nostra casa è in fiamme ha un duplice senso: da un lato sensibilizzare le persone riguardo la questione climatica, più urgente e nefasta che mai; dall’altro entrare nei particolari della famiglia Thunberg-Ernman per sviscerarne i mali e fornire un esempio di comportamento. Il messaggio principale che deve essere captato è uno ed uno solo: per salvare – il pianeta, una famiglia, la società – è necessario agire immediatamente.



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