La notte delle stelle cadenti

La notte delle stelle cadenti
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L’ultima pagina scritta nel suo diario ha il colore sbiadito, celeste e acquoso che si deve a una penna che sta esaurendo l’inchiostro: per renderla leggibile gli toccherà riscriverla, sempre ammesso che Martin Bora riesca a trovare quanto di necessario a questo scopo. La carta assorbente è pressoché inutile, si poggia il diario sulle ginocchia e la usa alla stregua di un segnalibro spugnoso tra le pagine. Mentre si avvia verso l’atterraggio l’aereo su cui si trova sobbalza fra strati di nuvole: la fusoliera sembra abbandonarsi neghittosamente ai vuoti d’aria che incontra, ma poi risale. La virata fa guadagnare al velivolo un po’ di altitudine, poi inizia a vibrare, il motore cambia timbro, come se si trattasse di una vera e propria voce, durante la discesa finale, il carrello emette un suono breve ma intenso, il vento oppone un’ultima resistenza: le ruote toccano il terreno con un tonfo. In arrivo dal fronte italiano, non gli è più risparmiato lo spettacolo che si palesa ora di fronte ai suoi occhi, quello di una Berlino devastata…

Il dodicesimo libro – intenso, poderoso, coinvolgente, avvincente, vibrante, caratterizzato da una ricostruzione che appare davvero impeccabile, profondo, ricco di livelli d’interpretazione, suggestioni, temi, riferimenti e chiavi di lettura – della serie (ideata a partire dal 2000 da Ben Pastor, all’anagrafe Maria Verbena Volpi, italiana naturalizzata statunitense come Verbena Volpi Pastor, dottoressa in lettere con indirizzo archeologico, docente e scrittrice che ha dato vita a numerose saghe) che vede protagonista (in questo caso accompagnato da altri venti personaggi principali) Martin Bora prende le mosse undici giorni prima che si risolva in un nulla di fatto la celebre – anche per il non bellissimo film con Tom Cruise – Operazione Valchiria. Ossia l’attentato fallito contro Hitler ordito da Claus Schenk von Stauffenberg. Che sembra proprio essere la primaria fonte d’ispirazione per il bel personaggio di Martin-Heinz Douglas Wilhelm Friederick von Bora, un atletico, colto, affascinante tenente colonnello tedesco di madre anglo-scozzese rimasta molto presto vedova: tormentato, scisso tra un incrollabile senso del dovere e i saldissimi principi della propria coscienza, è un detective, un soldato curioso che lotta per la verità e che ha grandi doti deduttive, un ex membro dell’Abwehr, il servizio segreto della Wehrmacht, che arriva il 9 luglio del 1944 nella capitale del Reich per partecipare ai funerali dello zio, un illustre clinico strenuo oppositore del regime. Gli appare dunque da subito chiaro che qualcosa non torna…



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