La notte di San Giovanni

La notte di San Giovanni
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Amburgo. Uno scrittore seduto alla scrivania è in cerca di ispirazione per il suo prossimo romanzo. Mentre il fumo del sigaro silenzioso invade la stanza, una chiamata lo interrompe: il direttore di una rivista ha da proporgli la stesura di una saggio sulle patate, una robetta di una decina di cartelle che può sempre servire a rompere il "blocco" nel quale si trova. Accettato l’incarico, parte per Berlino: la città riunificata e della ricostruzione, metropoli multietnica che ospita correnti artistiche moderne che invadono con veli bianchi il Reichstag, centro di incontro tra improbabili venditori italiani di "giacche in vera pelle" e bande di nazisti armate di coltelli. Lungo la linea di un confine scomparso ma presente, percorrendo le differenze sociali tra l’ex blocco sovietico e quello occidentale, il nostro autore continuerà le sempre più improbabili ricerche della qualità di patata denominata "albero rosso". Durante le sue indagini si scontrerà con folli docenti universitari, violenti tassisti e sensuali donne dalle fantasiose perversioni..
Uwe Timm è noto ingiustamente - soprattutto in Italia - per la serie di racconti per ragazzi Mimmo codino che vede come protagonista un maialino, pubblicata da Einaudi. Tuttavia ridurre l’intera produzione letteraria dell’autore alle sole opere per l’infanzia risulta erroneo e scorretto. Scorretto soprattutto perché la penna di Timm è capace di brillanti virtuosismi in grado di stregare lettori esigenti - quella nicchia di pubblico che solitamente presta poca attenzioni alle grandi uscite editoriali e ricerca i testi con cui identificarsi tra i cataloghi dei piccoli e medi editori. Ed allora rivolgiamo alla casa editrice Le Lettere i nostri complimenti, poiché con coraggio dà voce a capolavori dell’underground spesso ignorati dalla grande editoria italiana. La notte di San Giovanni è un testo dall’impressionante valore letterario, scandito dal motivo della ricerca della patata denominata "albero rosso", ma questo fil rouge che ben amalgama le parti che compongono il libro, è in realtà un mezzo, uno strumento per una partitura ben più complessa. “Le belle storie sono come dei labirinti” - dice Uwe Timm all’interno del romanzo - ed ecco allora qual è il senso ultimo di questo libro: perdersi nel dedalo berlinese ritratto dall’autore, fatto di incontri casuali, avvenimenti inaspettati ed episodi originali che riescono sempre a regalarci un sorriso. Ma questo "albero rosso" è allora solo un pretesto e niente più? Tutt’altro, è il filo che ci orienta in questo labirinto narrativo e che in chiusura dà un ulteriore significato al romanzo.

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