La notte porta scompiglio

La notte porta scompiglio

Palermo sembra un’altra città, di notte. Quando il traffico scompare e la maggior parte dei cittadini dorme al sicuro, c’è sempre qualcuno che continua (o inizia) a vivere nei suoi vicoli e nel suo centro storico. E mentre la città distende le sue membra, dal tramonto in poi si respira un’altra realtà. Persone e personaggi affollano le sue viuzze, tra un cocktail e una serata in discoteca. Tra tradimenti e lavori “scomodi”. È questa Palermo dal tramonto all’alba. Una città nella città, piena di luci, colori e soprattutto musica. C’è l’architetto che vaga alla ricerca dello scatto perfetto dell’umanità, c’è la Dark Queen altolocata, la ragazza che non crede più nell’amore e preferisce cercare la felicità nel suo Negroni, poi c’è chi si sta per sposare, certo dell’amore per la sua donna. È lo stesso che cede al tradimento di una notte. Vite che si intrecciano e si sfiorano in quei vicoli affollati di giorno e pieni di segreti la notte…

Un’altra angolazione. L’angolazione della “gente della notte”, come avrebbe detto Jovanotti. E la musica fa da cornice a un romanzo che ci fa assaporare la bellezza di Palermo e del suo centro storico attraverso gli occhi di chi conosce la città da un altro punto di vista. Dopo il tramonto. Ed è dopo il tramonto che ne La notte porta scompiglio vive un’altra città. Si scoprono segreti, si vivono le paure, si inseguono sogni. Alessia Rotolo e Eugenia Nicolosi dipingono con la scrittura le mille sfaccettature del capoluogo siciliano. Con tutte le sue contraddizioni, che sono le stesse dei personaggi a cui danno voce. Tanti “miniracconti” scanditi ciascuno dalla propria colonna sonora, citata rigorosamente alla fine di ogni storia e assolutamente non casuale. È il sottofondo musicale della storia che stanno raccontando. Lo stesso che sentiamo quando leggiamo le storie-monologhi dei personaggi della Palermo del frastuono e del brusìo notturno. Impossibile non affezionarsi a ciascun personaggio, impossibile non immedesimarsi nel suo modo di parlare, a volte un po’ strano, come nel caso della Dark Queen. Impensabile non emozionarsi su ogni storia. Mille pezzi dello stesso mosaico. Il genere umano.



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