La passione secondo Thérèse

La passione secondo Thérèse
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Thérèse Malaussène si innamora di un uomo che, già dal nome, a suo fratello Benjamin non piace per niente: Marie-Colbert de Roberval, Consigliere alla Corte dei Conti. Benjamin cerca di convincere la sorella a non sposarsi, cercando di farle capire che a Marie-Colbert potrebbero interessare solamente le sue doti da chiaroveggente, virtù che perderà dopo aver consumato la prima notte di nozze. Le tenta tutte, ma non riesce ad impedire niente. Il matrimonio si celebra comunque, ma Thérèse ritorna dal viaggio di nozze a Zurigo dopo sole 48 ore dal matrimonio e si mette a dormire nel suo letto con un sorriso enigmatico sulle labbra. Ci rivelerà solo in seguito di essere tornata a casa perché aveva capito che suo fratello aveva ragione. Marie-Colbert non era un santo, bensì un trafficante d’armi, né l’amava: aveva usato il preservativo la prima notte, quindi non voleva un figlio da lei. Quando esce di casa, Thérèse si reca nella roulotte dove lavorava, che va a fuoco: i resti umani ritrovati sul luogo dell'incendio - apparentemente della povera ragazza - vengono ridotti in cenere e messi in urna. Anche Marie-Colbert viene ritrovato morto nella sua casa: assassinato. Mentre gli impresari funebri mostrano i vari tipi di urna cineraria a Ben, Thérèse viene trovata a dormire dai suoi fratelli nel suo letto e di lì a poco sarà arrestata con l’accusa dell’omicidio del marito, ma ha un alibi: era con qualcun altro, per “questioni d’onore” non vuole rivelare chi. E allora non possono che scaturire una serie di domande nella mente del fratellone che deve scoprire la verità: di chi era il cadavere ritrovato nella roulotte? Chi ha ucciso Marie-Colbert? Dov’era e con chi è stata Thérèse quando Marie-Colbert è stato assassinato? E se Thérèse aspetta un figlio, da chi?

Il quinto dei libri dedicati al ciclo di Belleville (luogo dove sono ambientati tutti i romanzi della saga di Daniel Pennac) non tradisce le aspettative degli appassionati: stile ironico, leggero e divertente, ma non per questo privo di spunti per pensare. Ha un finale coinvolgente che, seppur con tutte le sue stravaganze del caso, riassume in sè la felicità della protagonista: l’arrivo della figlia Maracuja, nome che indica il frutto della passione… la passione secondo Thérèse, appunto. E non importa chi sia il padre. Non importa purché Thérèse sia riuscita a diventare donna fino in fondo, a lasciare il suo passato di chiaroveggente vergine per una maturazione che la rende pronta alla maternità. Non a caso Aux fruits de la passion è il titolo originale di questo romanzo, scritto nel 1998 per Le Nouvel Observateur e poi riadattato. Tra i migliori libri della saga dei Malaussène per la capacità di saper unire gli aspetti frivoli e originali della storia con la capacità di far sempre riflettere il lettore, ma soprattutto di lasciarlo con una domanda appena finita la lettura: a quando il prossimo? Perché il lettore appassionato non si sazia mai delle vicende dei Malaussène.



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