La più odiata dagli italiani

La più odiata dagli italiani

Fine maggio. Bologna. Centro storico. Dopo la fine del campionato, prima dell’inizio della nuova stagione, nella solita taverna che tante ne ha viste, Vincenzo Sarti festeggia con il suo fidato staff il fresco e inaspettato quinto posto. Il suo calcio champagne ha portato in tre anni il suo Bologna dall’ultimo posto all’Europa incantando il popolo pallonaro in toto, critici e scettici compresi. Ma lui ama alzare l’asticella sempre oltre il limite e già per la stagione successiva parla oramai inesorabilmente di scudetto. Loro lo ascoltano, gli tengono dietro, lo assecondano, innalzano i calici. A raggelarlo ci pensa Paolo Barbieri, preparatore atletico e compagno di tante battaglie. Finché ci saranno quelli là, quelli con la maglia a strisce bianco e nera, non ci sarà possibilità per nessuno, tantomeno per loro. Sarti sa perfettamente che è così. È che lui proprio non ce la fa a digerire quella squadra, tutti proprio non ce la fanno a non detestare la Fottuta Signora Football Club. Almeno fino a che non ti convoca il rampollo di famiglia in persona offrendoti tre milioni di stipendio a stagione...

Scrivere su e di calcio non è mai facile, e difatti l’inflazionato mondo delle lettere ‒ eccetto le biografie, che fanno corsa a sé ‒ non eccede certo di romanzi sul tema. Recentemente solo Marco Marsullo si è cimentato con una storia ambientata nel mondo del pallone, peraltro con ottimi risultati. E un po’ sulla falsariga di quel fortunatissimo esordio che il romagnolo Davide Bacchilega si cimenta con il suo terzo romanzo. Se lì c'era un allenatore à la Mourinho qui siamo davanti allo zemaniano ‒ o, come si direbbe oggi, sarriano – Vincenzo Sarti, mister in ascesa che il mondo incanta con il suo calcio spettacolo e il suo filosofeggiare fuori e dentro il campo. Uomo di provincia, tutto casa, moglie, figlio, amante e staff, che s’è sudato con la gavetta le prime pagine dei giornali e i primi contratti milionari. Impeccabile soprattutto per quel che riguarda il nemico numero uno, quella innominata squadra bianconera di Torino, la Fottuta Signora Football Club, che il mondo fa tremar a suon di vittorie, trofei e maldicenze e che, ironia della sorte, proprio a lui ha deciso di affidarsi per ritornare a vincere dopo un mini-ciclo di tre anni senza vittorie. Cosa fare? Accantonare l’amor proprio e la propria integrità morale abbandonandosi al nemico e rimpinguando il portafoglio o rifiutare e salvare faccia e onore? Ai lettori ovviamente l’ardua sentenza. A noi le lodi per un romanzo divertentissimo, scritto ottimamente, con dialoghi e ritmo fulminante che racconta perfettamente vizi e vizietti del mondo del pallone mostrando il “dietro le quinte” di quel circo tra calciatori/prodotti da vendere al miglior offerente, mamme manager esilaranti, procuratori senza scrupoli, giornalisti falliti in cerca di gloria e presidenti come boss della malavita, squali pronti a tutto pur di riempire bacheche e portafogli.



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