La pianista di Vienna

La pianista di Vienna

Lisa Jura ha quattordici anni e si sta preparando per la sua lezione di pianoforte. Esce di casa, sale sul tram e percorre le vie di Vienna diretta allo studio del professor Isseles. Adora quel tragitto. Chiude gli occhi e si immagina seduta davanti al pianoforte a coda del grande auditorium mentre suona l’apertura eroica del Concerto per pianoforte di Grieg. Ma il professor Isseles oggi le dà la notizia che non potrà più essere il suo insegnante: non è più concesso ai tedeschi dare lezioni ai bambini ebrei. Poi viene la Notte dei cristalli, Lisa con le sorelle e la madre assistono impotenti al pogrom nazista e all’umiliazione del padre picchiato e gettato contro la vetrina di un negozio. Tutta questa violenza e le numerose restrizioni contro gli ebrei convincono i genitori a far fuggire i figli in Gran Bretagna attraverso il “Kindertransport”. Avendo un solo posto garantito decidono di far partire Lisa. Viaggerà insieme agli altri bambini in treno attraverso l'Austria e la Germania, fino a Hoek van Holland, il porto olandese sul Mare del Nord. Lì si imbarcheranno attraverso la Manica per raggiungere l’Inghilterra e finalmente Londra. Alla stazione ferroviaria sua madre le dirà le sue ultime parole: “…ricorda quello che ti ho insegnato. La musica ti aiuterà ad andare avanti; lascia che sia la tua migliore amica Liseleh. E non dimenticare che ti voglio bene”…

Il primo Kindertransport, letteralmente “trasporto dei bambini”, arrivò in Inghilterra dalla Germania il 2 dicembre 1938. L'ultimo trasporto partì dalla Germania il primo settembre 1939, due giorni prima che il Regno Unito facesse il suo ingresso nella Seconda guerra mondiale. In tutto, l'operazione salvò quasi 10.000 bambini, 7.500 dei quali erano ebrei. Quasi tutti i bambini salvati dal Kindertransport furono gli unici sopravvissuti nelle loro famiglie. “Venti anni fa, mia madre fu finalmente in grado di mostrarmi la fotografia che mia nonna le aveva dato quel fatidico giorno alla stazione ferroviaria. Sul retro c’era scritto quanto segue: “Per non dimenticare mai tua madre…”. Ero così sopraffatta dall’amore che dimostrò mia nonna nel mandare la figlia lontano per salvarla, consapevole di perderla per sempre, che ho giurato di condividere questa storia con il mondo”. Mona Golabek rende così omaggio a sua madre attraverso una storia delicata e potente al contempo. Intreccio e narrazione si articolano realizzando un vero e proprio romanzo di formazione, che vede come tema centrale non solo la forza e la gioia di vivere di una ragazzina poco più che adolescente, ma pone l’accento sul potere salvifico dell’arte. Sarà proprio l’amore per la musica a salvare Lisa, a donarle il coraggio per sopravvivere alla Storia e costruire la propria. Sulle note di Chopin, Grieg e Debussy, questo romanzo ci regala uno dei pochi finali lieti del Secolo breve.



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