La piccola farmacia letteraria

Blu ha trent’anni, una caterva di lavori precari alle spalle e un amore smisurato nei confronti dei libri. Ama definirsi una “respiratrice di libri” e, presa da una botta di coraggio, decide di trasformare quella passione così bruciante in un lavoro, aprendo la sua piccola libreria. La libreria “Novecento” le somiglia più di quanto vorrebbe: è piccola, verniciata del colore sbagliato, piena di piccole perle a cui nessuno darebbe una possibilità. Così è Blu: un’inguaribile romantica nonostante la monotonia sentimentale che la attanaglia, una donna che crede nei buoni sentimenti e, soprattutto, nell’importanza dell’amicizia. Condivide da sempre un appartamento con le sue amiche, paragonabili allo scintillante quartetto della serie tv Sex & the City: Rachele, Giulia e Carolina sono le persone con cui condivide gioie (rare) e dolori (molti). Un giorno qualunque di un gennaio qualunque, un incontro fortuito in libreria rivoluziona completamente la vita dell’autoironica libraia. Un ragazzo affascinante e d’altri tempi fa il suo ingresso, proponendole una serata a due e, più di tutto, dandole l’idea che cambierà il destino della sua minuscola libreria. Sì, perché Gatsby – così lei decide di rinominare il ragazzo misterioso – ha capito Blu fin da subito, notando la sua predisposizione a instaurare coi libri un rapporto più profondo del normale. È così che nasce la Piccola Farmacia Letteraria, tra bizzarri incontri, tanti bugiardini da scrivere e qualche colpo di scena, ma soprattutto tanti, tantissimi libri…

La Piccola Farmacia Letteraria esiste davvero e io ho avuto l’onore di visitarla e, inevitabilmente, di innamorarmene. Avere la possibilità di leggere la storia di Elena è stato un onore, perché, pur non avendola mai vista in libreria, mi è sembrato di conoscerla da sempre. Blu è un personaggio perfettamente riconoscibile perché in fondo tutte siamo state un po’ lei ad un certo punto della vita. Disilluse, in cerca di conferme che non arrivavano mai, persino sconfitte. Questo libro è un messaggio di speranza per chi ancora non ce l’ha fatta, per chi crede che certe cose succedano solo nei film – e invece no. I libri sono i veri protagonisti di questa storia e la rendono potente, nonostante una certa frivolezza riscontrata nella prima metà del romanzo. Lo stile della Molini è leggero e frizzante, tanto da sembrare uscito dalla voce narrante di una serie tv americana. Altro punto positivo è il finale, perché ti accorgi che un libro è riuscito nel suo intento quando, voltando l’ultima pagina, ti chiedi cosa sarà successo a quel personaggio, come se fosse tutto reale. E diciamolo: se intendete i libri come Elena Molini, un po’ lo è. Le pagine prendono vita, i personaggi vi terranno compagnia e, inevitabilmente, vi verrà voglia di curare la vostra anima a suon di poesie e romanzi, che di controindicazioni non ne hanno.

 


 

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