La piena

La piena
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Novembre a Cremona ha i colori freddi di un inverno appena cominciato, il cielo piatto su giornate sempre uguali che spesso lasciano sgomenti. Umberto fa l’operaio e vive qui con Lisa, sua moglie e Alessandro, il loro bambino di tre anni e mezzo che ama gli U2 e Freddie Mercury. Nessun idillio però: tra Umberto e Lisa le cose non funzionano già da qualche tempo, strade che improvvisamente cominciano a scorrere parallele su un futuro che desta ogni giorno nuove preoccupazioni e incertezze. Lisa vuole un altro figlio, vorrebbe anche cambiare lavoro, un concorso per una posizione di quadro che la porterebbe però a Milano; Umberto, sempre più chiuso su se stesso, sente tutto il peso di una famiglia da mantenere con uno stipendio piccolo e un infinito senso di inadeguatezza. Nonostante le distanze e i dissapori i due decidono di acquistare una casa più grande, Lisa rinuncia al suo sogno di carriera ma nuove frustrazioni arrivano ad abitare il loro cuore. Intorno ci sono le famiglie, i colleghi di lavoro, gli allenamenti e le partite di calcio di Umberto, il peso di una comunità variegata e multi-etnica attraverso la quale ci si imbatte in altre e diverse solitudini a fare da contorno e supplemento ad un matrimonio che si sta spegnendo. Lisa scopre di essere incinta, una notizia che arriva a destabilizzare equilibri di coppia già precari e finisce per allontanarla sempre di più dal marito. Nel frattempo il Vader, il papà di Umberto, si ammala, le stagioni passano, le vacanze segnano l’avanzare di una crisi divenuta ormai definitiva e ogni cosa precipita in un buco nero che non sembra lasciare appigli. È il 2012, arriva un altro inverno, il tempo giusto per scoprirsi meno fragili e fare i conti con una storia che non è ancora pronta a scrivere la parola fine…

Ci sono storie che non bisogna inventare, che stanno lì nella testa, in mezzo ai giorni, tra le scelte complicate che siamo costretti a fare, imbrigliate tra il desiderio di un orizzonte più chiaro e il buio pesto di sogni infranti troppo presto. Questo deve aver pensato Andrea Cisi mentre scriveva La piena, o forse non ha dovuto nemmeno pensarlo visto che in questo libro c'è così tanto di lui che forse gli sarà stato sufficiente ripercorrere le strade di ieri con titanico coraggio. Non stupisce quindi che questo romanzo arrivi come quarta creatura di un percorso che anche in passato ha avuto una fortissima matrice autobiografica. Nato nel 1972 a Cremona dove tuttora abita, Cisi, diplomato ragioniere programmatore, fa l’operaio metallurgico e scrive per passione. Una passione che non improvvisa ma che anzi padroneggia alla perfezione. La storia di Umberto e Lisa è la storia di tanti che si amano e poi finiscono per perdersi dietro a sogni troppo grandi o a realtà troppo pesanti. Il loro amore è tanta parte di ognuno di noi, lo sforzo di esserci a dispetto delle circostanze, dei muri alzati a dividere cuori abituati a cercarsi, delle marce sbagliate inserite in salita. Lisa “ha questa capacità invidiabile di non rassegnarsi all’idea che la vita debba necessariamente essere questa” mentre Umberto sembra quasi arreso, come suo padre lo è stato prima di lui, immobile intorno alle cose che non riesce a cambiare, con la frustrazione di chi vorrebbe tentare un riscatto ma non ce la fa. “È come quando passa l’onda di piena, come quando passa nella tua vita. Ci sono momenti, momenti così difficili, non sembra che possa esistere un futuro in quei frangenti, non c’è traccia di porte aperte né profumo di salvezza”. Prepararsi alla piena, costruire un argine che tenga, puntellarsi su poche ma ineliminabili certezze: ciò che siamo stati, l’amore che ci ha unito, i nostri figli, i padri che se ne vanno senza darci un saluto, le madri che raccolgono una sconfitta e ne fanno bagaglio. La vita di uno che diventa in un attimo la vita di tutti, il miracolo di un processo di riconoscimento che non può non accadere leggendo queste pagine. Si arriva all’ultima riga con le lacrime agli occhi, capendo tutto ciò che c’è da capire, risolvendo l'apparentemente irrisolto e soprattutto sentendosi meno soli. È così vero che “in ogni labirinto esiste un cuore di pace” e che l’armonia ognuno deve provare a cercarla dentro di sé con ostinazione. Un lavoro necessario, faticoso, un mestiere che nobilita, che ci rende uomini, restituendoci di diritto la dignità che la sofferenza di ogni giorno a volte sembra negarci. L’autore lo sa forse perché lo ha vissuto, forse perché lo ha soltanto immaginato e ce lo racconta con un’onestà e una trasparenza disarmanti. Una storia che parla di persone ma non dimentica il valore della terra, i profumi della Bassa, il fascino malinconico della campagna rurale. Un anno raccontato con cadenze perfette e piani sequenza degni della miglior regia, parole, tante parole, poesia che invade ogni stagione senza mai tracimare e un candore che guarisce. Miracoli che solo la buona e sincera letteratura sa compiere.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER