La pigrizia del cuore

La pigrizia del cuore
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Stella Di Mare è una professionista affascinante e indipendente. Avvocata specializzata nelle cause di lavoro, separata dal marito, vive con Bea, la figlia adolescente. Ha a cuore la causa delle donne, a fianco delle quali scende in prima linea senza risparmiare il suo aiuto. Come accade con Lorenza, una conoscente speciale, pronta al sorriso eppure vittima delle violenze reiterate di un ex che non si rassegna ai suoi no. Stella, paladina della giustizia e dei diritti di genere, fa di tutto per salvare la malcapitata e chiede consiglio a un amico particolare: Libero. Di nome e di fatto. Un uomo straordinario, capace di ironia e dolcezza, ma soprattutto esperto nell’arte dell’attesa. Sì, perché tra i due c’è qualcosa che va oltre il puro sentimento d’amicizia. Il punto è che Stella continua a frenare... finché non si concede una breve vacanza sui monti della Maiella e lì avviene la svolta della sua vita. Attirata da un castello imponente e antico, scopre che ad abitarlo in un passato neanche troppo remoto fu una nobildonna, Angelina, che si innamorò perdutamente di Rocco, un umile carbonaio, cui resistette fino a termine dei suoi giorni semplicemente e scioccamente per le convenzioni sociali. Stella, Angelina, due donne segnate dallo stesso morbo: la paura di amare. Sarà più fortunata e coraggiosa la moderna eroina?

La risposta, nelle pagine de La pigrizia del cuore, il romanzo d’esordio di Rossella Tempesta ‒ un’autrice già nota al pubblico per la sua prima vocazione, quella poetica: conta infatti all’attivo ben otto libri, diversi interventi su riviste specializzate e una voce nell’antologia dei “Nuovi Poeti Italiani”, uscita nel 2012 per Einaudi. Una produzione di gran rispetto, cui si aggiunge la nuova incursione nella prosa, che onestamente entusiasma meno rispetto al talento evidente nelle raccolte liriche. I fraseggi qui proposti risentono talvolta della vera anima della scrittrice, che esprime le sue storie secondo uno stile di richiamo poetico, finemente forgiato e piacevolmente lieve. A non convincere fino in fondo sono però è la trama in sé, forse non così originale, forse non sufficientemente dipanata e la struttura, piuttosto debole. Poca emozione, insomma, e probabilmente qualche luogo comune evitabile. Ma non c’è l’uno senza il due... E Rossella Tempesta è una professionista del verbo! Non si arrenderà quindi dinnanzi ai primi sbuffi.



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