La pimpinella

La pimpinella

L’estate con la sua tempra feroce è arrivata anche a Sainghin, alle porte di Lille, e sarà torrida a quanto dicono in paese. Lì la gente è più abituata alla pioggia e all’umidità, ma quell’anno è diverso dai precedenti. Nel piccolo centro di poche case assiepate intorno all’église di Saint Nicolas vive anche Louis, quindici anni, una madre vedova in cerca di lavoro e una migliore amica di tredici anni che ama teneramente. Lei si chiama Victoire, è bionda e bella come una Venere bambina, quando sorride è ingenua e irresistibile, non è ancora entrata nell’età adulta e per questo trascorre il suo tempo con Louis, tra giochi in piscina e fantomatiche cacce al tesoro, forte del sentimento che lui prova per lei ma non esprime. Louis vorrebbe tanto baciarla. Louis vorrebbe tenerla per sé e celarla agli occhi del mondo che li circonda, ma è solo un ragazzo in fondo, ha perso suo padre bambino ed è cresciuto all’ombra di due donne: la mamma e Victoire. Due costanti in un’esistenza ancora fragile e incompiuta una delle quali sta per volare via come una farfalla, perché le ragazze si sa, perduta l’infanzia lasciano il nido e si fanno dei nuovi amici…

Un primo amore raccontato con delicatezza e sensibilità attraverso le poche pagine di un romanzo che sembra scritto di getto, a lume di una candela, magari durante una serata invernale in cui il vento frusta gli alberi. Evocativo e poetico, il linguaggio di Grégoire Delacourt mette l’accento sui sentimenti, in particolare quelli di Louis: ricordi di un’estate lontana ma mai dimenticata, che ai suoi occhi di uomo ormai adulto e con un famiglia conservano ancora il dolore e la tenerezza di quei momenti. Louis adulto racconta il Louis ragazzino dal cuore in tumulto e poi spezzato, e lo fa senza schermi e senza paura di sembrare fragile. La sua Victoire è il fantasma delle estati passate, l’ombra di ogni primo amore deluso ma che non si spegne. Quanti Louis e quante Victoire si sono susseguiti nella storia degli uomini e delle donne? Lo siamo stati tutti almeno una volta, e siamo stati tutti viceversa un po’ innamorati e sofferenti a causa di uno di loro. Il pubblicitario e scrittore francese, dopo il bestseller del 2013 Le cose che non ho (pubblicato sempre da Salani), ci racconta un amore spontaneo come la pimpinella, pianta che cresce fra l’erba di prati incolti e spesso usiamo anche in cucina, ma che nel linguaggio dei fiori significa qualcosa di molto speciale “sei il mio unico amore”.



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