La prigioniera

La prigioniera

Nei corridoi e nelle aule della Lincoln High si incontrano un timido ragazzo che siede all’ultimo banco e che sembra avvolto da un’aura anonima e insignificante e una ragazza esplosiva e sensuale, atleta di grande fascino e aperta ed estroversa al punto giusto per la sua età. E naturalmente, la ragazza alla quale si prospetta il più magnifico dei futuri non sa neppure chi sia il ragazzo dell’ultimo banco, nonostante lui la guardi come si può guardare una dea e nonostante a volte i loro occhi si incontrino. Ma lei lo guarda senza vederlo sul serio… Molti anni dopo, il timido e anonimo Frank svolge il ruolo di psicologo in una prigione femminile e lì un giorno ritrova Miranda. La prima che gli ha fatto battere il cuore, la ragazza dei suoi sogni, l’irraggiungibile, la divina. La donna che è diventata non ha nulla da invidiare alla liceale di un tempo. Miranda è ancora bellissima, anzi forse è più bella che mai, anche se le ultime vicissitudini che l’hanno travolta fanno di lei una semplice detenuta con una lunga pena da scontare. Frank appena la vede decide di volerla aiutare a ogni costo ma anche lui, da parte sua, non sta passando il momento migliore della sua vita lavorativa e privata. Senza contare che se dovesse fare la cosa deontologicamente più corretta (e probabilmente quella più giusta) dovrebbe addirittura scegliere di non seguirla come psicologo. E invece i sentimenti e l’ideale di un amore adolescenziale non vissuto hanno il sopravvento e l’uomo non solo non rinuncia al suo incarico ma si immagina già come il suo salvatore. Miranda, invece, come sempre non lo riconosce affatto. Ma cosa è successo davvero alla giovane ex studentessa della Lincoln High e come ha fatto a finire in carcere con l’accusa di omicidio? E soprattutto la sempre bella e affascinante Miranda quanti segreti nasconde?

Spettacolare il romanzo di Debra Jo Immergut, che fin dalle prime cinque pagine cattura il lettore per non lasciarlo più andare fino alla fine. Ossessione, delitto, castigo e sopravvivenza. I protagonisti de La prigioniera non conoscono tregua emotiva e non la cercano perché troppo coinvolti dalle traversie che le loro vite sembrano metter loro costantemente davanti. Non importa se il tempo è passato per i giovani liceali di Lincoln High o se i loro ruoli si sono invertiti, Miranda e Frank devono continuare a combattere con il resto del mondo e uniti loro malgrado. Tutta la narrazione si impernia sulla psicologia estrema di una rivalsa che deve arrivare attraverso un sentimento che non teme la ragione e anzi se ne fa beffe. Miranda è disperata e prigioniera ma non sa che c’è un uomo pronto a tutto per salvarla e liberarla. E questo piano parallelo sul quale le emozioni e gli impulsi dei due protagonisti seguono percorsi delineati crea l’inevitabile tensione drammaturgica che fa de La prigioniera uno degli esperimenti di thriller psicologici più riusciti degli ultimi mesi. L’autrice è superba nella costruzione delle due personalità e lo fa con uno stile molto elaborato che segue il plot e ne rimarca i momenti più importanti. Infine c’è da spendere due parole sul finale: i lettori lo ameranno incondizionatamente.



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