La Pulzella di La Rochelle

La Pulzella di La Rochelle

Gérard Laurent viaggia per affari, e in una locanda di Carcassone conosce Marguerite Déchars, figlia della lavandaia Lorraine e di una guardia di Enrico IV; la guardia fuggita, Lorraine sedicenne s’improvvisa cocotte, trova un protettore e una mansarda dove vivere. Gérard s’innamora di Marguerite, la porta a Parigi e la sposa. Il 6 gennaio del 1610 nasce Nicole. Poi arriva Marcel, e la sorella maggiore non tarda a scatenare contro di lui le prime già dirompenti pulsioni aggressive. La madre assente e sottomessa, il padre si decide per educare rigidamente la figlia, e la spedisce dalle suore a Liegi. In quel luogo austero, Nicole è presto colta in atteggiamenti precoci e immorali. Le suore decidono per allontanarla. Tornata dal padre a Parigi, Nicole conosce il duca Stefano Falconieri. I due si sposano e partono per Firenze e il Granducato di Toscana. Ad attenderli c’è la madre di Stefano, Orsola, che presto diventa ostacolo integerrimo per la nuora. Un giorno, Orsola scompare nelle acque dell’Arno. Stefano e Nicole si spostano nella val d’Orcia, in un castello tra Montalcino e San Quirico. Lui è spesso assente, a combattere “gli infedeli”. Nicole alterna la noia dei giorni a scorribande di sangue e lussuria, che non tarderanno a richiamare l’attenzione delle autorità…

Una serial killer del primo ‘600, questa Nicole Falconieri. Contessa Erzsébet Bathory o Poppea, miete vittime in quel della Val d’Orcia per il sangue giovane: ancelle la cui unica colpa, se così si può dire, è scatenare le pulsioni omicide di Nicole, per la quale non esistono colpe o rimorsi, ma solo campi di espansione per nuove terribili invenzioni di tortura. Sfuggita alla cattura, si reinventa a La Rochelle, unendosi alla ribellione degli ugonotti, Pulzella di La Rochelle pronta a punire, crudele e sadica, la Chiesa, a sua volta destinata al rogo nella stessa Piazza del Vecchio Mercato di Rouen che vide bruciare Giovanna d’Arco. La bio dell’autore Giorgio Cesati Cassin in quarta di copertina riporta il passaggio dalle frequentazioni anatomiche della formazione medica allo “scrutare l’anima” del percorso che lo farà psicoterapeuta, ed eccola camuffarsi in un romanzo tra cruente dissezioni corporali e brevi quadri psicanalitici sul soggetto in questione. Sotterranee convergenze umorali e sotterranei umidi di torture e nefandi segreti. Repertorio da romanzo storico distillato in poco più di 80 pagine, tra diligenti appunti di storia, il tutto non privo di qualche appiglio ironico.



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