La radice quadrata di un’estate

La radice quadrata di un’estate

L’estate è arrivata anche sulla costa di Holksea, contea di Norfolk. Per Gottie sarà la prima senza Grey e la quinta senza Thomas. Il nonno è morto da quasi un anno e il suo migliore amico è ormai un ricordo sbiadito, è migrato in Canada. Guardandosi allo specchio Margot Oppenheimer detta Gottie non si riconosce più: lunghi capelli scuri, perenne muso lungo, è lei che evita la vita o la vita evita lei? Intanto Ned è tornato da Londra col suo solito look anni Settanta e la macchina fotografica, e ora in casa sono di nuovo in tre: lei, suo fratello e papà, manca solo Grey a completare il quadro, ma adesso il centro del loro piccolo universo è diventato un buco nero. La scuola è agli sgoccioli, le lezioni di fisica della prof. Adewunmi stanno per terminare, e mentre lei sta scrivendo alla lavagna qualcosa sullo spazio-tempo, su come piegarlo e sulla relatività di Einstein, Gottie è distratta e si becca una punizione: dovrà rimanere il pomeriggio a scuola e fare i compiti, una noia! Non fosse che all’improvviso il blocco degli appunti svanisce nel nulla e nello spazio intorno a lei si forma una specie di vuoto…

Wormhole, spazio-tempo che si piega, salti temporali: Gottie è una diciassettenne confusa col cuore in lutto, che un’estate si ritrova a saltellare tra presente e passato. Come si supera una perdita e come si ripara un cuore spezzato? Attraverso una scrittura fluida e precisa Harriet Reuter Hapgood traccia i confini di questa singolare avventura YA, capace di farci riflettere sulla capacità di rigenerarsi del cuore umano. Nel suo romanzo d’esordio decide di usare come stratagemma quello intramontabile dei viaggi nel tempo, senza la necessità di costruire una macchina à la H.G. Wells, perché i tunnel spazio-temporali detti wormhole, si aprono al ritmo delle pagine del diario di Grey sfogliate da Margot, e le riflessioni del nonno lo fanno essere ancora presente anche se non fisicamente. La poliedrica giornalista inglese amalgama con perizia l’elemento sentimentale del cuore spezzato a quello fantascientifico dei viaggi nel tempo, forse sarà merito della sua passione per la cucina, ma di ciascun ingrediente mette una giusta dose. Alla fine il dolore non si risolve come un’equazione e non ha radice quadrata, necessita soltanto di tempo per essere assimilato e di spazio per rimarginarsi, ma resta comunque una cicatrice dell’anima.



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