La ragazza

La ragazza
La ragazza ha dodici anni e vive in un appartamento povero e sudicio, senza bagno, nella Germania dell'Est. Ha una madre violenta, un padre galeotto mai conosciuto e un fratellastro sottomesso e pieno di tic del quale occuparsi. La violenza fisica e psicologica è l'unico linguaggio che le è familiare e diviene per questo l'unico modo con cui approcciarsi al mondo. La sua fame vorace e il carattere predisposto alla menzogna e all'irriverenza la mettono sempre nei guai e la spingono a fuggire ripetutamente da casa. Fuori dalle mura domestiche può soddisfare la sete di conoscenza e le sue capacità, affinate dalle necessità, le permettono di bivaccare, sino all'intervento delle forze dell'ordine. Sbattuta da una prigione all'altra (la casa materna, quella paterna, l'istituto minorile) si relaziona con il prossimo attraverso il disprezzo e il dominio. La ragazza non piange, tiene duro, non chiede aiuto. Incassa quando necessario, colpisce per prima quando può, e nel frattempo si confronta con timori e fragilità dell'adolescenza, sfuggendo all'insopprimibile voglia di normalità. Gli amori, le amicizie, la scuola, nulla può esserle di conforto, se non la fuga nella lettura e nella fantasia. La solitudine è il suo habitus mentale e la sottrae a ogni legame: un rifugio sicuro non appena si crei un contatto tra lei e un altro essere vivente...
La ragazza è una forte testimonianza del degrado sociale ed emotivo della realtà socialista del secondo dopoguerra. Le atmosfere descritte dalla Klüssendorf sono grigie, spesso squallide, metafora della povertà d'animo e della carenza di solidarietà che affligge il mondo moderno. Questo problema contemporaneo è fortemente acuito dal regime dittatoriale in cui hanno luogo i fatti e che fa, in una città che sembra popolata da fantasmi, degli impiegati del sistema assistenziale gretti gendarmi. «Merda che vola per aria, sfiora i rami di un tiglio, colpisce il tetto di un autobus in corsa, plana sul cappello di paglia di una giovane donna, si spiaccica sul marciapiede. La gente per strada si ferma e guarda in alto. Il sole picchia giallo come zolfo, e piove merda, ma non cade dal cielo» è l'incipit del romanzo. Poche righe che danno subito l'idea di ciò che attende il lettore: un racconto crudo dell'esistenza di una reietta, negli anni che traghettano l’infanzia all’età adulta. La ragazza, completamente priva di una guida e disorientata, scalcia, combatte digrignando i denti, abbattendo le pareti e rifiutando i legami: gli affetti le sono costati anni di abusi e sofferenze. Ella vive una società fallita, violata e abbandonata dal mito dello stato sociale, descritta dall'autrice con crudo realismo, senza orpelli letterari, con uno stile pulito e realistico. La lettura procede in un quadro geografico sfumato, appena accennato, rendendo il lettore spettatore di una danza di scambi inter-relazionali tra reietti, in un microcosmo umano di periferia. Una situazione familiare difficile, con una madre snaturata, isterica e violenta, figure maschili satellite squallide, un fratellastro debole da proteggere e un padre a intermittenza, producono uno sviluppo emotivo disturbato che porta a diffidare del prossimo, sempre, anche quando sensibile e materno, perché una vita trascorsa a rubacchiare, insegna che nulla è gratis. Il sistema scolastico è sotto accusa: indifferente e superficiale, composto da insegnanti apatici e compagni spietati. Il giungere della ragazza in un istituto per minori, innesta il confronto con altre durissime storie di vita e porta con sé le prime esperienze sessuali e amorose. La regola è sempre la stessa: sopravvivere all’indifferenza altrui contrapponendo per prima la propria, con l’esercizio dell’intelligenza, in un mondo che sembra non essere capace di guardare al futuro. Quest'ultima caratteristica fa della ragazza un'eroina contemporanea dei giorni nostri e del romanzo, con le peculiarità dell'orizzonte storico nel quale è inquadrato e del punto di vista privilegiato, una metafora dei problemi e dello sbandamento dei giovani nella società odierna della crisi.

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