La ragazza che giocava con il fuoco

La ragazza che giocava con il fuoco

Il giornalista svedese Mikael Blomqvist torna alla direzione della rivista Millennium, la testata dalla quale si era 'autoesiliato' per aver perso una causa di diffamazione (poi scongiurata) contro i vertici della finanza svedese. Qui inizia ad indagare su una tratta di prostitute dai paesi dell'est con l'aiuto del giovane giornalista Dag Svennson. L'improvviso omicidio del suo collaboratore e della sua compagna Mia, e il presunto coinvolgimento nell'accaduto di Lisbeth Salander, una giovane hacker che in passato ha salvato la vita a Blomqvist, sono la miccia che scatena la caccia nazionale alla presunta assassina...

La ragazza che giocava con il fuoco è un viaggio che ci fa affezionare ai personaggi e alle atmosfere glaciali di Stoccolma. Ancor più intrigante del primo romanzo della Trilogia Millennium, questo secondo e 'ponderoso' thriller (il tomo supera le 800 pagine) riesce a raccontare le crepe della società svedese contemporanea coinvolgendo poliziotti, politici ed agenti segreti in una tela intricata e ricca di letali sorprese. Il compianto Stieg Larsson usa le armi del giornalismo nero dosa sapientemente gli indizi investigativi per tenere il lettore sulle spine fino all'esplosivo finale, e nel frattempo non si limita a costruire inseguimenti mozzafiato e continui colpi di scena, ma indaga a fondo la psicologia e la vita dell'antieroina punk Lisbeth Salander, rispondendo a quasi tutte le domande lasciate in sospeso nella prima parte della trilogia, compreso lil suo enigmatico e difficile rapporto con il padre. Lisbeth diventa quindi il punto focale di questo thriller: la sua figura controversa e anticonvenzionale si fa amare dal lettore per le sue singolari posizioni riguardo la giustizia (quasi sempre fai da te), il sesso (la storia d'amore passata con Blomqvist e le notti con l'amica Miriam Wu) e uno stile di vita che esula da qualsiasi forma di perbenismo. Un sequel strepitoso insomma, una serie che ha creato un piccolo grande culto e che - come succede sempre con i più grandi scrittori - oltrepassa le convenzioni del genere per entrare a far parte della grande letteratura tout court.



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