La ragazza che rubava le stelle

La ragazza che rubava le stelle
Zee Finch, giovane e promettente psicoterapeuta, vive e lavora a Boston. Il suo capo, che peraltro è diventata una buona amica, la stima ormai al punto da affidarle casi abbastanza complessi. Ma forse nessuna delle due si immagina che Lilly Braedon, una paziente che soffre di attacchi di panico, tra qualche giorno si getterà da un ponte. Perdere un paziente apre sempre una ferita che fa fatica a rimarginarsi, ma per Zee rappresenta la crepa decisiva, quella capace di rompere una diga di normalità apparente, costruita in anni di pacata sofferenza attorno ad un senso di colpa radicato profondamente nell’anima, fin dai tempi dell’adolescenza. Le inquietudini di Lilly e il suo suicidio presentano sorprendenti analogie con la vicenda della madre di Zee, Maureen, morta suicida quindici anni prima sotto gli occhi della figlia, in una maniera terribile. Negli stessi giorni la ragazza è costretta a prendersi cura del padre ammalato di Alzheimer e quindi a tornare nella natìa Salem, misteriosa e oscura, ricca di storia e magia, impregnata di letteratura ad ogni angolo di strada, profumata di salsedine, abitata da streghe e pirati, affollata di turisti curiosi, con il suo porto avvolto dolcemente dalla nebbia. Ha bisogno, Zee, di far chiarezza sul suo passato dolorosamente irrisolto , per dare un nome alle paure del suo presente, ma , inoltrandosi nei segreti della sua famiglia, è destinata a riportare in vita storie di menzogne e misteri, violenza e perdono, amore e odio, peccato e redenzione, in cui la realtà e la fantasia, la letteratura e la vita reale si intrecciano nelle spirali delle passioni. Zee ( è il diminutivo di Hepzibah, protagonista de La casa dei sette abbaini di Hawthorne, lo scrittore amato da suo padre , che ha trascorso l’intera vita a studiarlo) dovrà trovare una risposta all’ultima domanda della sua paziente: “ Lei crede nel vero amore ?”, e capire se d’amore ci si può ammalare davvero fino a morirne o se questo sentimento sia capace anche di guarire. Per farlo dovrà ritrovare la rotta perduta da ragazzina e tornare a farsi guidare  dalle costellazioni, perché “ si può essere certi che le stelle ci diranno dove siamo e allora, da qualunque luogo, saremo in grado di tornare a casa”…
Dopo il grande successo de La lettrice bugiarda, torna Brunonia Barry con questo romanzo un po’ thriller e un po’ romantico, già libro di punta delle librerie indipendenti americane  e alto in classifica grazie al passaparola. La scrittura è sempre elegante e incisiva ma appare più matura e consapevole, la trama coinvolgente e appassionante fin dalle prime pagine. I colpi di scena si susseguono sorprendenti fino alla fine, mantenendo alta l’attenzione del lettore. Ma è anche un romanzo profondamente intriso di letteratura e tra le sue pagine aleggiano le parole di Hawthorne, Melville, Yeats, regalando decisamente quel qualcosa in più. Sicuramente consigliato a chi si è già lasciato conquistare in passato dalla magia delle sensazioni che la Barry sa abilmente raccontare, La ragazza che rubava le stelle piacerà di certo anche a chi vorrà cominciare a farlo ora con questa dolcissima storia.

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