La ragazza dello Sputnik

Sumire è una ragazza “senza infamia e senza lode”: non ha niente che la assimili a una donna, né fisicamente né negli atteggiamenti. Si muove quasi trascinandosi in abiti sempre troppo grandi, senza badare agli abbinamenti, sempre in bilico e sempre sola, anche in mezzo alla gente. Eppure il suo migliore amico, vecchia conoscenza universitaria, ne è da sempre affascinato. Ne parla come se fosse un personaggio mistico o il protagonista di uno dei romanzi che la stessa Sumire ha iniziato a scrivere e non ha mai finito. Perché la più grande passione di Sumire è la scrittura. Nient'altro. Non ha mai conosciuto amore, non sa cosa significa passione, erotismo, non immagina minimamente cosa voglia dire desiderare materialmente un uomo. Ma questo per lei non è un problema. Sarebbe curiosa di scoprire cosa si provi ed è di questo che a volte parla con il suo amico, anche se le risposte in merito sembrano non soddisfarla. Ha deciso di abbandonare l'università per rincorrere il suo sogno ma i romanzi e le storie che scrive non riescono mai ad avere una conclusione. Sumire scrive, scrive e scrive senza sosta, come un fiume in piena. Non conosce la crisi dello scrittore, eppure non riesce ancora a concretizzare il suo sogno. La sua quotidianità, monotona forse, viene rotta dall'incontro con Myu. Ha ben sedici anni più di lei, è una donna affascinante, sicura di sé, con qualche segreto nascosto dietro un portamento superbo. E Sumire conosce finalmente l'amore. Quello tra due donne…
La ragazza dello Sputnik. È così che Sumire identifica Myu, la donna della quale si innamora perdutamente. È proprio dal primo incontro tra due donne tanto lontane e diverse, ma “esattamente incomplete” e alla costante ricerca della propria identità, che prende il suo titolo il romanzo di Murakami. Ben lontano dall'essere un romanzo sentimentale, La ragazza dello Sputinik affronta il tema dell'amore, platonico e passionale al tempo stesso, senza destare scandalo. Un narratore, apparentemente onnisciente, che coincide con l'amico innamorato-non ricambiato di Sumire, ci accompagna con continui ma piacevoli salti tra episodi e dialoghi, in un flusso di emozioni che si fondono tra loro e che ci coinvolgono mentre ne divoriamo le pagine. Il lettore è bramoso di vivere insieme a Sumire e Myu la storia della loro passione, la loro sensazione di incompletezza e la voglia di trovare una direzione, qualsiasi essa sia, in una vita forse troppo complicata per due anime libere e anticonformiste come loro. Il viaggio in Grecia rappresenta un viaggio interiore, nel tentativo di scardinare il motivetto che si ripresenta continuamente, quello del tentativo di uscire da uno stato di solitudine dell'anima. La stessa solitudine che neanche l'amore, forse, può arrivare a colmare.

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