La ragazza di Marsiglia

È il 17 maggio 1849, è passato un anno dai moti rivoluzionari siciliani al quale il giovane ha partecipato in prima persona. Quel giovane con i capelli alla nazarena e la barba folta si accinge a salire su un veliero per Marsiglia. Vi arriverà quattordici giorni dopo, più morto che vivo. La sua idea era quella di restarvi per poco tempo per poi recarsi a Parigi, dopo aver guadagnato qualcosa. Ma dimorare a Parigi, per un esule italiano, non è cosa facile. Decide, quindi, di spostarsi a Nizza e, infine, opta per Torino. L’attesa per ottenere il visto è lunghissima, quasi snervante, ma finalmente sente dalla voce dei gendarmi sempre vigili l’agognata frase: “Tutto in ordine, potere passare”. Finalmente! Prende una carrozza, per recarsi in via Vanchiglia, dall’amico, il calabrese, che lo ospiterà. Apre il finestrino di quella carrozza, lo colpisce come un fulmine il passo sfrontato di un donna, la quale, quasi a voler rispondere a un muto richiamo, si gira verso di lui, sostenendone lo sguardo. È proprio lei! La stessa donna che ha incontrato a Marsiglia, all’ufficio passaporti. Scende velocemente dalla carrozza ma la perde, non riesce più a scorgerla. Però la incontrerà di nuovo. Quella donna è Rosalia Montmasson. Quel giovane è Francesco Crispi…

Il grande merito, seppur non unico a ben vedere, di questo splendido romanzo nato dalla penna dell’autrice siciliana Maria Attanasio è quello di restituirci la figura di Rosalia Montmasson, personaggio storico che la politica, gli eventi storici, le ragioni di opportunità avrebbero voluto cancellare. Rosalia Montmasson fu la moglie di Francesco Crispi, eroe del Risorgimento, unica donna che partecipò all’impresa dei Mille. Una donna forte, tenace, con una personalità esplosiva, che emerge non in quanto “moglie di” ma in quanto donna caparbia, decisa e che ha sempre vissuto animata dalla passione. Una donna fortemente indipendente, mai di nessuno, ma solo di se stessa. È questa donna che Crispi, suo marito, voleva cancellare: perché così doveva essere, perché così egli avrebbe potuto tranquillamente convolare a nozze con un’altra donna, senza – non sia mai – essere accusato di bigamia. Certi mali – e il primo matrimonio, in quest’ottica, lo era – vanno eliminati alla radice. Un romanzo estremamente coinvolgente che entra nel mito di Mazzini, nel Risorgimento italiano con i suoi ideali, con le sue illusioni e delusioni, con i suoi personaggi piccoli e grandi. Dietro le parole della Attanasio emerge una grande opera di studio, di ricerca sui pochi documenti a disposizione, su ripetuti accessi ai luoghi calcati da Rosalia, che, per l’autrice, era diventata, come ha detto la stessa, una vera ossessione. Un romanzo che è anche un prezioso saggio, vincitore peraltro di numerosi premi, e a noi non resta che ringraziare l’autrice per averci donato, o restituito, la meravigliosa ragazza di Marsiglia.



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