La ragazza di Roma Nord

La ragazza di Roma Nord
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Una telefonata e nessuna risposta. Comunque, non è poi così male starsene sul balcone a guardare la gente che passa: chi con le borse della spesa, chi passeggiando, chi in motorino senza casco. A Napoli tante cose sono tacitamente concesse, come se ci fosse un accordo segreto. Simone è in compagnia degli amici, quelli veri, Luca, Fabio e Paolo. Il primo ha le sue stesse origini romane, gli altri due no, sono napoletani doc, talmente legati alla loro Napoli che raramente si spostano. Il treno lo prendono sempre Simone e Luca per poter trascorrere un po’ di tempo insieme. Non che la cosa sia particolarmente impegnativa: la loro casa romana è a due passi dalla stazione e basta un’ora di treno per raggiungere la città partenopea. Un’altra telefonata e nessuna risposta. Simone sta tentando invano di contattare Sara, la sua ragazza, che da un po’ di tempo vive a Verona. In realtà si è trasferita nella romantica città veneta per questioni lavorative: ha trovato impiego in una società che organizza eventi legati all’enologia, un sodalizio eccellente per lei tra lavoro e passione, visto che è un’amante dei vini. A dirla tutta il suo è un interesse non condiviso da Simone. Come si fa a sprecare tante parole per definire un vino? E poi il buon vinello ubriaca e basta, diciamola tutta! Perché Sara non risponde? Le elucubrazioni del giovane stanno diventando troppo negative e allora stop! Lui ha deciso di fidarsi di Sara e così deve essere, senza se e senza ma. Intanto gli amici raccolti intorno a un tavolino all’interno reclamano la sua presenza: stanno giocando a Fantacalcio. Il giovane non fa in tempo a rientrare che Fabio con fare scherzoso (fino a un certo punto) gli fa notare quanto sia sempre attaccato al telefono da quando Sara è a Verona. Ed è proprio mentre Simone cerca di giustificarsi scherzosamente (fino a un certo punto) squilla il telefonino. “Ma ciao amore”… ed è salutando Sara che il giovane si rende conto che gli amici una volta scelti bisogna tenerseli, anche quando ti urtano il sistema nervoso…

Federico Moccia è tornato, con un romanzo avvincente e di buona lettura. La ragazza di Roma Nord è un tripudio di sentimenti e di quotidianità, quella in cui ritrovarsi e ritrovare un pezzo di sé. Simone, il protagonista indiscusso, è un ragazzo come tanti altri, con i suoi pregi, i suoi difetti, le sue forze e le sue paure. Quando si trova a essere particolarmente colpito da una giovane interessante e bellissima preferisce restare fedele alla sua Sara, accettando la proposta della sconosciuta di far sì che il loro fortuito incontro rimanga un bel ricordo, senza possibilità di rintracciarsi nuovamente. La vita, però, è cruda e crudele e di fronte alla sofferenza Simone si ritrova alla ricerca del riscatto e soprattutto a tentare di non soffocare la sua voglia di amare. Moccia con la sua scrittura scorrevole e lineare parla di giovani attraverso episodi ben disegnati della loro esistenza e narra della realtà odierna, quella di tutti i giorni, quella dei social (la parte buona), astenendosi, come è suo costume, da qualsiasi posizione giudicante. La ragazza di Roma Nord non è però solo un romanzo, ma è anche un progetto che può essere definito innovativo. Nella lista dei desideri dello scrittore e regista romano c’è infatti sempre stata la voglia di coinvolgere direttamente i lettori nella stesura dei suoi romanzi. È nato così il progetto denominato “Il Cantiere delle storie” in collaborazione con la casa editrice SEM, attraverso il quale Moccia ha chiesto ai lettori di collaborare direttamente alla composizione del suo libro, fornendo loro tutte le indicazioni per potervi partecipare. Sono così arrivati più di mille componimenti tra racconti e poesie. Ne sono state selezionate otto di storie, divenute parte integrante de La ragazza di Roma Nord e le firme dei rispettivi autori si trovano in copertina insieme a quella dello scrittore. Un proposito innovativo, che apre un nuovo capitolo nella storia di Moccia autore: un progetto che va ad impreziosire e ad arricchire un già apprezzabile lavoro.

LEGGI L’INTERVISTA A FEDERICO MOCCIA



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