La ragazza sbagliata

La ragazza sbagliata

Nel luglio del 1993 Irene Calamai, diciotto anni, originaria di Prato, scompare improvvisamente a Marina di Pietrasanta dopo aver partecipato ad una festa nella casa atelier del noto scultore Thomas Beckford. Diciassette giorni dopo la scomparsa, il suo cadavere viene ritrovato in un dirupo ricoperto di rovi, la Scientifica afferma che si tratta di morte per trauma cranico chiuso. Le indagini si concentrano su Nora Beckford, figlia ventenne dello scultore che non ha mai visto di buon occhio la giovane di Prato con cui aveva avuto un’accesa discussione proprio la sera della festa in casa del padre. Dopo mesi di verifiche e interrogatori, Nora viene condannata in appello a “diciannove anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dall’efferatezza”. Mentre la giustizia fa il suo corso, Dario Corbo, un giovane e rampante giornalista della testata “La Costa”, si fa portavoce di quel raccapricciante fatto di cronaca, ne segue l’evoluzione e finisce per raccogliere prove utili agli stessi inquirenti. Ventitré anni dopo, nell’agosto del 2016, dopo aver visto crollare il suo matrimonio con Giulia e aver perso il lavoro in un settimanale di “indagini e misteri” di cui era direttore, Dario si ritrova a scrivere ancora del caso Calamai. L’occasione fortuita è l’apertura di una mostra retrospettiva su Beckford proprio a Marina di Pietrasanta, alla quale è annunciata, tra mille clamori, la partecipazione della stessa Nora. Con l’aiuto del sostituto procuratore Lavinia Monforti e la complicità di un direttore editoriale interessato alla scrittura di un instant book per rimettere in discussione la condanna e riaprire il caso, Dario Corbo si troverà al centro di un meccanismo più grande di lui e di inimmaginabili colpi di scena che lo porteranno a mettere in discussione ogni presunta certezza…

In molti aspettavano il ritorno di Giampaolo Simi, un nome che in pochissimo tempo è diventato un punto di riferimento del noir nostrano. Cinque romanzi all’attivo, un passato e un presente da soggettista e sceneggiatore di importanti serie televisive, lettore vorace, Simi dice di sé: “Mi piacciono le storie e ho voluto imparare a tutti i costi come si fa a raccontarle, a prendere il lettore fin dalla prima pagina e a portarselo via”. Ed è proprio così che succede con La ragazza sbagliata, un giallo magnetico, imprevedibile, perfetto nella sua progressione, minuzioso come un’indagine a cui il lettore è chiamato a partecipare sin dall’inizio. Gli avvenimenti vengono descritti con febbrile accuratezza ma non c’è traccia di morbosità nell’incedere, nulla viene risparmiato ma tutto viene preservato in una sorta di rispetto primario che pone gli uomini e le donne al centro della narrazione. Certo ci sono i fatti, le ricostruzioni, passato e presente che si incrociano sullo sfondo di un’Italia che dal 1993 non è più la stessa ma che si trova in fondo a fronteggiare gli stessi problemi legati agli errori giudiziari, alla corruzione, alla violenza e alle mafie di vent’anni fa. Non dimentichiamo infatti che Dario Corbo, voce narrante e motore degli eventi, è un giornalista ossessionato dalla verità, perennemente in bilico tra il dovere di cronaca e la paura di voltarsi indietro, ossessionato e spaventato da una verità che vorrebbe non aver trovato mai. Ma Dario Corbo è innanzitutto un uomo corretto, sensibile, sconfitto e deluso da una vita che ha vissuto progressivamente per sottrazione. “Niente è andato come doveva andare, niente è capitato al momento giusto.” Come lui, Nora, affascinante creatura condannata dal tribunale degli uomini e da se stessa, una donna che ha scontato la sua pena ma resta pur sempre in catene, un’anima salva “che ha scelto di rimanere libera”. Nora è l’unica, nel novero delle figure femminili che popolano gli incontri di Dario a smuovere qualcosa dentro di lui, a creare il fremito ideale, a divenire tentazione e rimpianto. Questa è una lettura magnetica, incalzante e sorprendente, niente è come ce lo siamo immaginato, ogni cosa evolve, scardina certezze, rimette in gioco intere esistenze. Si divora, si cavalca come l’onda dell’estate che racconta, e ci conduce senza fiato, attoniti e spiazzati, al cospetto di un finale grandioso e inaspettato. “Sono state giornate furibonde, senza atti d'amore, senza calma di vento, solo passaggi e passaggi, passaggi di tempo,” canterebbe De André nelle sue Anime salve, in quella che può essere considerata a tutti gli effetti la colonna sonora di questo romanzo senza ritorno come ogni bella stagione quando sta per finire.



 

 
 
 
 

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