La randagia

La randagia

È il 1494, e Britta da Johannes giace al lume di un fuoco ardente con il suo amante. Nessuno sa di loro perché lui è Giovanni da Adard, figlio maggiore del castellano destinato a ereditare il feudo, mentre lei è solo un’erborista guaritrice che molti credono una strega in grado di lanciare malefici. È tempo di caccia alle streghe anche tra le valli innevate d’Aosta e nessuno è al sicuro, tantomeno una giovane donna colta e indipendente che attira attenzioni e invidie… È l’autunno del 2014 e Barbara Pallavicini sta per raggiungere il castello di Saint Jacques aux Bois. Le sue ricerche la stanno portando in Valle d’Aosta sulle orme di una strega arsa sul rogo nel ‘400: di lei si sa che si chiamava Britta, viveva nei boschi insieme al suo lupo Argo e nascondeva un segreto che ancora oggi resta sepolto. Avanzando tra le macerie del diroccato maniero a Barbara pare di scorgere qualcosa: è l’ingresso ai sotterranei delle carceri. La sua curiosità di studiosa la spinge a esplorarli e fra quelle ferraglie abbandonate intravede una sagoma distesa in posizione innaturale. Una giovane donna giace riversa in quell’antro abbandonato, qualcuno le ha spezzato il collo, e a risolvere il mistero della sua morte è chiamato il disilluso maresciallo Randisi…

Un thriller dagli accenti soprannaturali ambientato nel suggestivo paesaggio valdostano, tra leggende sulle streghe e vecchi rancori, superstizioni e maldicenze vecchie e nuove che suggestionano antichi borghi ricoperti di neve. Protagonisti un maresciallo “emigrato” al nord inseparabile dalle sue sigarette e una ricercatrice trentenne che si ritrova invischiata in un omicidio. Più Montalbano che Poirot ma senza l’atavico fatalismo del personaggio di Camilleri, Randisi conduce le complicate indagini sulla morte di Francesca Ravet, la shampista con la passione per l’occulto che qualcuno ha ammazzato. Godibile ma non memorabile, il nuovo romanzo di Valeria Montaldi si muove agilmente tra passato e presente, collegando la storia di Britta con quella di Barbara Pallavicini. Su questo delicato ponte sospeso nel tempo si muove l’intera indagine condotta da Randisi, la figura che più riesce a emergere sulle altre con le sue rassicuranti debolezze e i vizi un po’ “sveviani” come quello del fumo. Nella sua settima fatica letteraria la scrittrice milanese sceglie di tornare nella sua amata Valle d’Aosta (già percorsa ne Il mercante di lana), ed esplora una figura ‒ quella di Britta ‒ coraggiosa e indipendente, imperdonabili colpe per una donna del suo tempo ma indispensabili qualità delle sue protagoniste.



 

 

 

 
 
 
 

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