La regina scalza

Il 7 gennaio del 1748 nel porto di Cadice Caridad, prima di scendere a terra, ha un momento di esitazione. È  libera, non è più schiava: il suo padrone, don Josè Hildago,  prima di morire sulla nave "La Reina" ha firmato i documenti che ne attestano l'affrancamento. Ma a cosa le serve la libertà? Il suo piccolo Marcello è schiavo all'Avana, lei è in Spagna, sola e senza alcun bene. Padre Damián García, cappellano della nave, è stato incaricato dal comandante di proteggerla dalla ciurma, perché anche attraverso la logora camicia grigia e il cappellaccio di paglia, il suo corpo giovane, sodo, nero come l'ebano esplode di tale sensualità che non lascia indifferente neppure il prete. Don Damián si sente in colpa, ma una volta a terra non vuole portarsela dietro o chiedere favori per lei: le paga il viaggio per Triana, le dice di andare al Convento delle Minime e trovarsi un lavoro, perché lei conosce bene il tabacco, fabbrica ottimi sigari e...
Ildefonso Falcones ne La regina scalza racconta la Spagna settecentesca attraverso gli occhi di una schiava e dei gitani, per quali i payos, il resto dell'umanità, sono pallide, deprecabili figure. Una storia che va avanti a schiaffi fisici e morali, violenze, stupri, coltellate, intimidazioni. Un romanzo corale, popolare, in cui non è curata la psicologia dei personaggi, ma si privilegiano azioni, dialoghi, connessioni, colpi di scena - talvolta preannunciati, altre volte improvvisi - in una  logica narrativa che chiude il cerchio degli avvenimenti. Narrazione con una colonna sonora, il flamenco, nato dalla fusione musicale operata dai gitani tra il loro patrimonio e quello dei moriscos e dei neri, popoli che con  il canto e il ballo esprimevano il dolore del vivere perseguitati. Il ritmo narrativo è spesso rotto da paragrafi con pregevoli ricostruzioni storiche a sé stanti; non essendo un saggio, sarebbe stato più fluido e armonico limitarsi a una nota introduttiva dell'autore e lasciar filtrare dagli eventi le altre informazioni. È tuttavia una piacevole lettura.

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