La rete

La rete

Firenze. Nico ed Emma sono cresciute insieme in un piccolo quartiere alle pendici delle colline tra Fiesole e Settignano, in periferia. Sono nate entrambe nella metà degli anni Sessanta, quando la città cercava di superare il dramma dell’alluvione. Si sono conosciute nell’inverno del 1978, quando Nicolina, è questo il vero nome di Nico, si è avvicinata a Emma chiedendole una sigaretta. È una ragazzina strana: non sorride mai, ha atteggiamenti mascolini e odia ogni forma di autorità; pochi mesi prima ha perso il padre in circostanze misteriose. Da quel giorno, Nico ed Emma diventano inseparabili. Così passano gli anni tra scuola, concerti, le prima canne: sempre insieme. Neanche quando Emma si trasferisce in un altro quartiere le due si separano; e nemmeno quando scelgono di frequentare due scuole diverse. Emma fa il liceo classico, Nico un istituto professionale. Ma la vita prende direzioni imprevedibili e Nico inizia a perdersi, a fare uso di droghe pesanti. Sono gli anni Ottanta, il decennio psichedelico. Emma ha iniziato l’università, Nico fa qualche lavoretto. Non si vedono per un po’. Si perdono, si ritrovano. Poi nella vita di Nico arriva Milo. Suo figlio. Una piccola creatura giunta per caso, da un padre che è morto una sera durante un incidente stradale causato dalla stessa Nico, la quale ci mette un po’ a capire che a quella creatura deve dedicare la sua vita; che deve amarla. Dopo la morte di sua madre, che l’aiutava a crescere il piccolo, Nico si ritrova sola: deve trovarsi un lavoro. Così s’imbatte in un sito che mette le ragazze in vetrina. Ci prova: si sente importante e si guadagna bene. Fino a quando uno stalker inizia a renderle la vita difficile. Fino a quel maledetto giorno del gennaio del 2002, in cui le vite di Nico, del piccolo Milo e di Emma cambiano per sempre…

La rete segna l’esordio narrativo della fiorentina Elisa Giobbi, fondatrice della casa editrice Caminito ˗ che ha diretto fino al 2009, presidente dell’associazione culturale “Firenze suona”, organizzatrice di eventi musicali e autrice di tre saggi musicali. Un romanzo che ripercorre per frammenti e flash gli ultimi quarant’anni del Novecento, mentre a Firenze si consumano le esistenze delle due protagoniste Nico ed Emma. La prima, irrazionale, anarchica, restia a ogni forma di controllo e di responsabilità; la seconda totalmente speculare: ha una famiglia solida, si realizza a livello professionale e nutre un forte senso di responsabilità e protezione nei confronti di Nico. Nel mezzo, tanta vita: un’esistenza che vive di piccoli eventi e di grandi drammi. Attraverso una scrittura lacerante e lacerata e una trama frammentata costruita in prima persona attraverso il punto di vista di Emma, La rete si rivela un romanzo doloroso, crudo, realistico, che parla d’amore, di amicizia, di droga, di carcere, di molestie, di morte: un percorso di formazione sospeso, irto di ostacoli, deviato, in cui da una parte abbiamo il nichilismo di Nico, che distrugge tutto e tutti, dall’altra la sofferenza di Emma, che annaspa, cerca di mettere insieme i cocci della sua vita, di quella di Nico e del piccolo Milo. Durante la lettura, accompagnata da una costante colonna sonora, frutto della competenza musicale dell’autrice, si percepisce sempre un pericolo latente, una nota stonata, un dramma pronto a colpire i personaggi, che vivono in una città che viene raccontata attraverso la descrizione della periferia, delle case popolari, del degrado, e al contempo vive un forte fermento culturale, soprattutto quello degli anni Settanta e Ottanta. Così la rete diventa il simbolo della città stessa, degli incroci esistenziali, ma non solo. E come osserva Frank Krauspenhaar nella prefazione, La rete è un romanzo dalla “prosa pulita ma guarnita a dovere”, un romanzo onesto, che racconta una storia apparentemente comune ma condita da una forte dose di drammaticità, nel senso letterario del termine, e impreziosita da un finale disarmante. Amarissimo.



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