La sconosciuta

La sconosciuta
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Il cadavere orrendamente mutilato di una giovane donna viene trovato in casa di Jesper Orre. La testa col volto devastato è posata accanto al corpo, messa in posa in un lago di sangue. Non ci sono documenti o modo di risalire immediatamente all’identità della donna, né si capisce in che rapporti fosse con Orre, chiacchieratissimo amministratore delegato di una nota catena di abbigliamento; su di lui il gossip si spreca, uno squalo sul lavoro – pare che stiano indagando anche per degli illeciti ‒ e non risulta avesse moglie o una relazione nota. Da quanto i detective riescono a ricostruire, il corpo potrebbe essere di Emma Bohman o Angelica Wennerlind, entrambe si sono scomparse, Angelica addirittura con la figlia di cinque anni. Se un’amica di Angelica sostiene che la donna aveva una relazione segreta con Orre, Emma prima di far perdere le sue tracce aveva detto di essere la fidanzata dell’uomo, che le aveva imposto la segretezza per non dare altro materiale alla stampa, nonché per tutelarla visto che lei era una sua dipendente; a riprova delle sue affermazioni, Emma ha esibito per un po’ un grosso anello di fidanzamento che ha impegnato quando Jesper è improvvisamente scomparso senza restituirle 100.000 corone che lei gli avrebbe prestato. I detective Peter Lindgren e Manfred Olsson decidono ad un certo punto di chiedere la collaborazione di Hanne, una criminologa che a suo tempo ha collaborato spesso con la polizia e con cui per inciso, Peter ha avuto un trascorso sentimentale. La donna vorrebbe rifiutare perché ha scoperto di essere affetta da una demenza senile allo stadio iniziale, ma proprio la necessità di dimostrare che può ancora essere se stessa, la spinge ad accettare…

Un romanzo strano questo che ha portato la notorietà della svedese Camilla Grebe oltre i confini nazionali, un noir puro con i canoni classici del romanzo nordico, lento e apparentemente inconcludente, con le indagini che si avvitano su loro stesse lasciando ampio, ampissimo spazio alle divagazioni introspettive dei protagonisti. I capitoli di media lunghezza sono raccontati alternativamente da Emma, Peter e Hanne, seguono uno schema fisso che parte dal presente inoltrandosi nel passato prossimo e via via fino al passato remoto, analizzando i traumi che hanno segnato la giovinezza e l’infanzia dei tre, fino quasi a rasentare la noia. Evidentemente però l’autrice è un cavallo di razza che ha ben saputo calibrare la tensione, tant’è che nonostante le battute d’arresto, il lettore è spronato in qualche modo ad andare avanti. L’indagine psicologica si rivela alla fine affascinante come quella poliziesca, che a onor del vero è piuttosto scarsa, e indispensabile per arrivare alla soluzione. Laureata in economia, la Grebe ha fondato una casa editrice che produce audiolibri, ha scritto numerosi romanzi a quattro mani, prima con la sorella e poi con Paul Leander-Engström. La sconosciuta è il suo primo lavoro da “single”. Onore al merito ai cacciatori della collana Stile libero di Einaudi che si sono dimostrati ancora una volta dei “writer detector” dalla mira infallibile.



 

 

 

 
 
 
 

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