La sensualità del libro

La sensualità del libro

Un libro antico emana vera e propria sensualità. I libri hanno corpo, odore, sapore, “sospensioni olfattive, vertigini, erranze narrative che si fanno saporose”. Quei volumi così preziosi e belli nascondono tante, tantissime storie. “La carta antica ha una porosità accentuata che la rende ottimo setaccio di tutte le vite che ha attraversato prima di giungere fino a noi”. C’è la città partenopea di qualche secolo addietro, sempre brulicante e viva, ne La Biblioteca Napoletana di Niccolò Toppi e ancora un esperto viaggiatore che decide di mettere a disposizione dei lettori le sue esperienze facendoli viaggiare un po’ anche loro, ne Il burattino veridico di Giuseppe Miselli: sono solo alcuni dei volumi della biblioteca di Angelo Floramo. Raccontano personaggi e luoghi da scoprire e riscoprire. Floramo vive in una sorta di “casa biblioteca, isolata sul ciglione del Tagliamento, quel labbro longobardo di un Friuli ancora fortemente rurale; un edificio non grande, che accoglie e custodisce una raccolta libraria che invece con gli anni tende sempre più a dilatarsi, a uscire dai suoi spazi conquistandosene altri”…

L’autore di questo breve saggio, nato a Udine nel 1966, è dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, docente di materie letterarie e consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari per la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli. Di libri antichi se ne intende insomma, ma non è solo una questione di conoscenza o erudizione. L’intento di questo volume, che fa parte della collana “Piccola filosofia di viaggio” di Ediciclo Editore, sembra proprio quello invece di far assaporare, toccare con mano, odorare il fascino dei libri antichi. Floramo di questi volumi racconta la fisicità, la corporeità, descrive accuratamente le sensazioni che scaturiscono dal guardarli, tastarli, annusarli. Si sofferma sulla crescita esponenziale della sua biblioteca che di fatto coincide con la sua abitazione, “passeggia” con le dita tra le coste dei libri ospitati, li porta con sé mentre prepara cena e li rende parte integrante della sua quotidianità. C’è amore, c’è dedizione, verso l’oggetto libro in questo agile volume, senza dubbio una lettura per bibliofili doc. “Cibo e sesso: ecco come ho sempre vissuto il rapporto con un libro antico, paragonandolo, e molto da vicino, a questi due bisogni primari che noi umani riusciamo a sublimare in piaceri liberandoli dalla semplice sfera della necessità, slegando i lacciuoli della fisiologia e facendoli precipitare nella meraviglia dell’immaginario”, scrive Floramo. Queste “piccole erranze sensoriali tra manoscritti e libri antichi” procedono con una scrittura raffinata, a tratti aulica, forse a volte eccessivamente pomposa. Ma d’altronde, si sa, l’amore per i libri può essere molto intenso e suscitare passioni irrefrenabili...



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