La sentinella

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La Nave di Sorveglianza Galattica S9000 si sta dirigendo a tutta velocità verso un sistema solare destinato a una imminente distruzione. L’equipaggio – costituito da individui delle più disparate specie aliene – ha una missione disperata: il sole diventerà una nova tra circa sette ore e bisogna evacuare la civiltà che abita il terzo pianeta, che purtroppo è stata scoperta solo da una decina di giorni. La Sorveglianza esamina ognuno degli otto miliardi di sistemi solari della Via Lattea a intervalli di circa un milione di anni, e meno di 400.000 anni fa in questo sistema non era stata trovata traccia di vita intelligente. Ma delle onde radio vecchie di due secoli provenienti dal terzo pianeta hanno raggiunto un mondo della Sorveglianza e quindi la S9000 è stata inviata in tutta fretta per tentare di salvare il salvabile. Vengono formate tre squadre, che esploreranno tre diverse zone del pianeta. Ognuna avrà esattamente quattro ore per svolgere l’esplorazione. Allo scadere delle quattro ore, tutti dovranno essere a bordo della nave, che ripartirà in ogni caso, con o senza gli esploratori, per sfuggire all’esplosione del sole. Sul pianeta chiamato Terra, enormi incendi spazzano i continenti e una spettacolosa aurora boreale impazza su tutto un emisfero. Il pianeta pare deserto. Sono morti già tutti? È troppo tardi? Uno dei tre gruppo di alieni entra in una sorta di osservatorio posto sulla cime di una montagna. Ci sono schermi accesi, sembra che la struttura sia stata abbandonata da poco. Dove sono finiti i terrestri?... 1996. Una spedizione su vasta scala viene inviata sulla Luna a esplorare il Mare Crisium, una grande pianura con un diametro di cinquecento chilometri circondata da un anello di montagne imponenti. Gli astronauti percorrono ogni giorno su potenti trattori cingolati un tratto della pianura, facendo rilievi scientifici e prelevando campioni di materiali di quello che, in tempi remoti, era il fondale di un mare: un mare già moribondo quando la vita si affacciava sulla Terra, milioni di anni fa. La missione sta già andando avanti da qualche giorno, senza imprevisti né sorprese, quando la routine viene turbata dal geologo della missione, Wilson. Egli afferma di aver visto qualcosa di strano, uno scintillio metallico quasi sulla cresta di un grande promontorio mentre era intento a preparare la colazione ai compagni. Ha puntato allora il telescopio del trattore sul punto da cui proveniva lo scintillio (nel frattempo, la colazione si è bruciata) e ha individuato quello che sembra un oggetto artificiale. Per andare a controllare di persona occorre scalare una montagna di 3500 metri, impresa che però con la scarsa gravità lunare è decisamente meno ardua che sulla Terra. Wilson e Garnett, alpinista provetto, partono per la missione. Dopo molte ore di scalata, i due astronauti raggiungono un piccolo plateau, largo una trentina di metri, troppo levigato per essere naturale, ma talmente antico da essere stato bucherellato dalle meteoriti. Appare chiaro che qualcuno ha scavato quella parte di montagna per accogliere l’oggetto che ora è davanti agli occhi stupefatti di Wilson e Garnett: “una struttura scintillante, di forma quasi piramidale, alta il doppio di un uomo, incastonata nella roccia come una gigantesca gemma dalle mille sfaccettature”…

Ecco le trame di due dei racconti contenuti in questa bellissima antologia, che in questa edizione si fregia anche delle illustrazioni di Lebbeus Woods, suggestive ma del tutto fuori contesto. Li abbiamo scelti non a caso come “ambasciatori” del libro. Riguardo Spedizione di soccorso, scritto nel marzo 1945 e primo racconto di Clarke accettato (ma curiosamente non il primo a essere pubblicato) dal leggendario John W. Campbell jr, direttore di “Astounding Science-Fiction”, c’è una chicca: con un certo disappunto dell’autore, che ovviamente riteneva di essere migliorato molto come scrittore negli anni, è considerato da tantissimi fan di Clarke il suo racconto migliore. Il geniale finale e l’atmosfera straniante del crepuscolo della Terra fanno pendere la bilancia a favore di questa ipotesi, alcune ingenuità nel plot la fanno ritenere una valutazione troppo ottimistica. Dubbi non ce ne sono invece sull’impatto sulla storia della letteratura e del cinema (ma soprattutto sull’immaginario collettivo) che ha avuto la title-track di questa raccolta. Da questo racconto infatti prese spunto Stanley Kubrick per dare il via – proprio assieme ad Arthur C. Clarke – al progetto 2001: Odissea nello spazio, anche se le differenze sono tantissime: per dirne solo due, il celeberrimo monolite nero qui è una sorta di gemma gigante dalla forma piramidale e ha la funzione di semplice segnalatore, non incide sull’evoluzione umana. Nonostante siano come dicevamo forse questi i due racconti più rappresentativi dell’antologia, non sono certo gli unici degni di nota. Tra queste pagine incontrerete ambasciatori alieni alle pese con la complessità della politica umana, astronauti costretti a fare scelte estreme pur di sopravvivere, regate nello spazio su vascelli sospinti dal vento solare, viaggi su Giove, persino un soggetto cinematografico mai realizzato. Malgrado l’inevitabile effetto vintage, un libro imperdibile.



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