La signora che amava le toilette pulite

La signora che amava le toilette pulite
Mrs. Jocelyn Guenevere  è una facoltosa signora che abita nel ricco quartiere di Scarsdale, sposata con figli, istruita nelle migliori scuole. Tutta la sua vita appare semplice e lineare fino a quando il marito non se ne va, secondo i più banali copioni, con una venticinquenne che “sfoggiava ancora tette sode, denti grandi e scintillanti, oltre a gambe e sedere all'altezza della situazione”. L'analista le consiglia di riprendere i contatti con la società -che la evita un po' dal fattaccio della separazione-, il consulente finanziario investe i suoi fondi in affari del tutto sbagliati, qualcuno dei suoi “amici” le ruba l'argenteria, i figli le voltano le spalle...non resta che affidarsi ai saggi consigli della nonna, tra cui quello di aver caro il proprio snobismo, per sopravvivere ad una realtà di certo non più confortevole come quella passata ma che le riserverà ancora molte sorprese...
Un breve romanzo che dipinge una società triste, vuota di sentimenti e paurosamente finta dove alla protagonista sembra “che la commedia che tutti recitavano fosse quella di apparire importanti”. La lettura scorre innegabilmente, e alcune trovate dell'autore sono a sicuro effetto sorpresa, come il finale, decisamente amaro. Devo ammettere, però, che una certa difficoltà nella lettura l'ho trovata nella insufficiente immedesimazione con questa donna bella, colta, ironica, ricca (almeno all'inizio) e coraggiosa che vive in una società obiettivamente distante da quella media italiana. Tuttavia, i suoi pensieri, in merito all'ipocrisia e alla vacuità di alcune persone, non possiamo che condividerli, così come non possiamo che apprezzare alcune scene, oneste nella loro grossolanità, che l'autore descrive cinicamente, a voler rimarcare i deboli legami che spesso uniscono le persone, per convenienza più che per reale empatia.

 

 

 

 
 
 
 
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