La signora dei fiumi d’estate

La signora dei fiumi d’estate
Nel 1961 Alice ha la consapevolezza che di lì a poco le succederà quello che il figlio tredicenne non è in grado di capire. Invece di provare a spiegarglielo gli dà uno dei suoi libri preferiti, Il vecchio e il mare di Hemingway, la prima edizione del 1952. Alice gli suggerisce di essere come Santiago e catturare un pesce enorme, cioè la Vera Cosa Bella della sua vita e non mollarla mai fregandosi di tutto, anche dei pescecani che arrivano dopo. Glielo ripete talmente tante volte che Tyler intuisce la presenza di un segreto in quelle strane parole. Non ha il coraggio di chiederle quale sia il suo mistero, lei gli dice che un pescatore come Santiago conserva il suo pesce enorme nel cuore, perché le persone che amiamo non se ne vanno mai. Ancora oggi quando Tyler si sente "piccolo in un mondo grande" lo rilegge. Ma solo nel 2004, al suo funerale, scopre la Vera Cosa Bella della mamma ...
Tyler Trafford ricevette in eredità dalla madre uno scatolone con lettere, carteggi, fotografie; come era nel suo stile Alice per comunicare ha usato la verità obliqua: gli ha consegnato ciò che era necessario per svelarsi. Il lettore si trova così a frugare in quella scatola insieme a Tyler, a ricostruire la storia di un grande amore, attraverso gli eventi della seconda Guerra Mondiale visti con gli occhi e il cuore del giovane pilota Jens e della bella biondina canadese; scopre che Jens è uno dei tre sopravvissuti alla Grande Fuga dal campo di concentramento tedesco Stalag Luft III, raccontata  nel 1963 dal bellissimo film omonimo con Steve McQueen. La prima parte della narrazione va avanti quasi a strappi, struggente e cruda, rapisce e coinvolge l'onestà con cui sono presentati i protagonisti. È una storia di amori e contraddizioni, di manipolazioni e libertà di scelta, di fedeltà e tradimenti, di legami di sangue e parentele elettive. Intenso, puro, ostinato amore per la vita. Potrebbe essere un romanzo e invece è la biografia di gente comune che ha scelto di fare cose comuni e anche quando si ritrova nello straordinario "si gode semplicemente la vita".

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