La soavissima discordia dell'amore

La soavissima discordia dell'amore
Torino. Agnese, impiegata presso una ditta cinese come decoratrice di ceramiche, torna a casa dopo essere stata abbandonata dal fidanzato, scopertosi improvvisamente innamorato di due gemelle di Pechino. Avvilita, disillusa, vuole solo godersi la tranquillità della sua casa che scopre invece occupata da un affittuario di cui non era a conoscenza, tale Rocco Rotella, direttore artistico del Teatro Elettrico sul pianeta Krichton (Tesk). Non tutti i mali vengono per nuocere, perché proprio grazie al teatro Agnese recupera l'amicizia di Margherita e Emilia, sue vecchie compagne di scuola, entrambe con una vita sentimentale altrettanto instabile. Emilia è sposata con Pietro, di professione medico per un'associazione umanitaria che opera in Kivu, felicemente convivente in loco con un'altra donna; Margherita, da sempre innamorata di Matteo, scapolo impenitente, si barcamena dosando le sue assenze e la sua congenita incostanza. Poi c'è Teresa, collega attrice di Margherita, a pochi giorni dal matrimonio con Arturo, incapace di confessare alle famiglie che nella realtà non intende per nessun motivo sposarsi con un uomo che non ama (reciprocamente non riamata). Ed è proprio in occasione dell'allestimento di uno spettacolo del Tesk ispirato dall'opera di Shakespeare e interamente finanziato dal milionario Tancredi detto Smallville, che le quattro amiche incontrano i personaggi più strani, e in una girandola di colpi di scena trovano la chiave per seguire la propria buona stella...
Torna la Bertola ed è sempre una gioia. Torinese di nascita, sceneggiatrice televisiva, autrice radiofonica, madre e sfegatata tifosa della Juventus, l'autrice ci parla, come solo lei sa fare, di donne e affari di cuore con la soavità e la leggerezza di cui a volte si ha bisogno per affrontare tutto il caos sentimentale che da sempre popola l'universo femminile. Anche qui, come nei suoi precedenti successi editoriali – e citiamo, tra gli altri, Aspirapolvere di stelle, Ne parliamo a cena, A neve ferma – ritroviamo un gruppo di amiche, complici, solidali, simpatiche, imprevedibili e coraggiose. Intorno a loro un numero imprecisato di comprimari, talmente tanti che spesso si fatica a tenerne il conto, un microcosmo che abbraccia la famiglia, le amicizie, i mariti, gli amanti, i figli. La trama è densa, ma nulla è lasciato al caso, ogni protagonista ha il suo percorso, dettagliato, inappuntabile, tortuoso, alle volte, ma sempre irresistibilmente coinvolgente. La simpatia ci contagia ad ogni pagina, si ride spensierati, si legge per il puro e semplice edonistico piacere di farlo. Shakespeare fa capolino, all'inizio di tutti i venti capitoli: i suoi sonetti ci insegnano che ognuno di noi si porta un pizzico di poesia nella propria vita, e in fondo si intuisce quanto di attuale ci sia in un poeta del seicento inglese che sembra aver capito dei meccanismi dell'amore molto più dei nostri contemporanei. Arriva l'estate, se avete voglia di un bel romanzo da portare a passeggio sulle strade delle vacanze, Stefania Bertola è garanzia di buonumore e ironica spensieratezza. Che gli uomini si astengano, però, qui è davvero solo 'roba per donne'!

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