La società del benessere comune

La società del benessere comune

Il modello di sviluppo basato sull’induzione forzata a una pratica esasperata dei consumi è giunto ormai al collasso. La creazione illimitata di bisogni e di prodotti, poiché viziata da una distribuzione sperequata dei redditi e da un saccheggio deliberato delle risorse naturali disponibili, ha finito con il generare uno stato di crescente frustrazione in una percentuale sempre più ampia della popolazione, oltre a gravi rivolgimenti ambientali. Dunque, la pretesa che soddisfare i desideri di tutti potesse costituire la condizione necessaria per assicurare una forma di felicità larga e condivisa si è rivelata fallimentare. Inoltre, l’attuale paradigma economico appare concepito per fare progressivamente a meno dell’occupazione umana e per sostituirla con l’impiego dei robot, di computer che tramite sofisticati algoritmi riescono a muovere a folle velocità immense somme di denaro. Il quadro che ne esce è quello di un’epoca storica priva di aspettative, disperata e ormai sull’orlo del precipizio. Come uscire, allora, da questa crisi epocale? Se il ricorso alle politiche di austerità non fanno altro che allargare ulteriormente la forbice sociale e generare crescente povertà, anche il rilancio di uno sviluppo “controllato” produrrebbe più costi che benefici e metterebbe a repentaglio le sempre più scarse risorse naturali. Non resta che puntare su un modello alternativo, che sia in grado di garantire una condizione di benessere comune, di restituire al termine “benessere” la dignità e l’autenticità compromessa dalla sua distorta percezione sociale…

Sono questi la tesi ardita e l’intento ambizioso che vengono sostenuti in questo agevole pamphlet da Francesco Gesualdi, studioso di economia formatosi alla scuola di Don Milani e in quella per quadri sindacali della CISL, e da Gianluca Ferrara, editore, saggista e opinionista di varie testate giornalistiche. Entrambi noti per la loro assidua attività di promozione in favore di una società più equa e solidale, presentano in questo nuovo testo le ragioni che rendono non solo possibile, ma ormai anche inevitabile la creazione di un modello sociale capace di liberare gli individui dagli effetti nocivi del consumismo e dell’individualismo. A fronte degli innumerevoli guai del mondo contemporaneo e delle sue drammatiche trasformazioni politiche ed economico-sociali, i due autori hanno il merito non solo di individuare e denunciare le cause della deriva, ma anche di indicare un rimedio che è possibile nella misura in cui ognuno di noi si renda artefice di un cambiamento etico e civile. La società del benessere comune è infatti uno di quei libri che spezzano le nostre certezze, ci pone dinanzi allo specchio della nostra coscienza, azzera i terrori del nostro sentire grazie all’implacabile lucidità con cui gli autori ci aiutano a comprendere i meccanismi che possono rendere concreta un’utopia.



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